Infermiere si sente male all’ospedale di Caserta, il reparto di terapia intensiva in tilt

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Ospedale di Caserta
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CASERTA – Un sabato notte ad altissima tensione quello vissuto tra sabato e ieri presso l’azienda ospedaliera di Caserta. Una sequenza di disposizioni organizzative improvvisate, accesi diverbi e improvvisi trasferimenti di personale ha trasformato il turno notturno della terapia intensiva Cardiovascolare in una situazione di potenziale pericolo per pazienti ed operatori, culminando nel malore di un infermiere, nell’intervento della Direzione Sanitaria e in un duro attacco da parte del sindacato di categoria. I fatti hanno preso il via intorno alle 20 e 15 di sabato, quando il personale in servizio presso la terapia intensiva Cardiovascolare, composto in quel momento da quattro infermieri con sette pazienti ricoverati e un ottavo in arrivo dalla sala operatoria di Chirurgia Vascolare, ha ricevuto una comunicazione dal servizio infermieristico tecnico riabilitativo aziendale (Sitra).

La richiesta formulata era quella di attivare la pronta disponibilità infermieristica. L’inconsueta disposizione ha spinto gli operatori del reparto a chiedere chiarimenti, coinvolgendo sia l’incaricato di funzione della struttura che l’anestesista di guardia. I sanitari hanno evidenziato come l’organico presente fosse appena sufficiente a garantire i livelli essenziali di assistenza per i degenti ad altissima complessità e che non vi fossero le condizioni per distaccare unità verso altri reparti.

La situazione è rapidamente degenerata con l’arrivo in reparto del rappresentante del Sitra. Ne è nato un acceso confronto sui carichi di lavoro e sulla gestione dei percorsi clinici, durante il quale il funzionario ha persino proposto di sostituire personalmente l’operatore sul campo, una soluzione subito contestata in quanto incompatibile con il profilo professionale di tecnico sanitario di radiologia medica ricoperto dal dirigente. Il clima di forte stress e la tensione emotiva accumulata hanno provocato intorno alle 21 un malore improvviso a carico dell’infermiere Nicola Cangiano, costretto a lasciare la terapia intensiva per essere trasferito d’urgenza al pronto soccorso dello stesso nosocomio.

Nonostante l’allontanamento del lavoratore per ragioni di salute e le proteste del medico di guardia per le gravissime carenze assistenziali generate, alle 21 e 41 il Sitra ha notificato un ordine di servizio scritto con cui è stata disposta l’assegnazione temporanea di un infermiere presso la Uoc di Cardiochirurgia dalle 21 e 40 di sabato fino alle 8 di ieri mattina. Tale spostamento ha ridotto di fatto la presenza infermieristica in terapia intensiva a sole due unità iniziali prima dell’arrivo della collega reperibile e del rientro del professionista dimesso dal pronto soccorso, a fronte di ben otto pazienti critici da monitorare costantemente nel corso della notte.

L’episodio ha fatto scattare l’immediata reazione del sindacato delle professioni infermieristiche NurSind della segreteria territoriale di Caserta. Con una formale nota firmata dal segretario territoriale Antonio Eliseo e indirizzata ai vertici aziendali, al risk management e alla direzione sanitaria, la sigla sindacale ha inoltrato una durissima contestazione e una dettagliata richiesta di accertamento sulle responsabilità organizzative.

Nel documento di controdeduzione, il NurSind evidenzia come lo spostamento coatto abbia provocato un taglio del 25% della dotazione organica in un reparto ad altissima intensità di cure, portando il rapporto da un infermiere ogni due pazienti a un operatore per quasi tre degenti ad elevata instabilità clinica, in palese contrasto con i principi di tutela della sicurezza delle cure stabiliti dalla legge Gelli-Bianco e dal decreto legislativo 81 del 2008. Il sindacato ha quindi preteso un’ispezione urgente, richiedendo l’acquisizione dei fogli turno, la verifica dei carichi assistenziali effettivi e l’avvio di un’indagine formale da parte della gestione rischio clinico per accertare se e chi abbia autorizzato un depotenziamento così rischioso senza le dovute valutazioni preventive sulla sostenibilità del servizio.

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Antonio Casapulla
Giornalista dal 1992, marito e padre. Ama il basket americano, l'antropologia culturale, i fumetti degli anni Ottanta e il cibo della tradizione contadina casertana. Nel corso della sua carriera ha seguito con grande professionalità soprattutto le vicende relative alla criminalità organizzata in provincia di Caserta, maturando un'esperienza sul campo che fa di lui, oggi, uno dei maggiori esperti della storia del clan dei Casalesi in Italia. Nel corso degli anni si è occupato di politica, sport e problematiche del territorio, tanto nelle città quanto nei piccoli centri di provincia, dove la copertura informativa è spesso carente. Insomma, è uno in grado di tirare fuori notizie interessanti anche in quei luoghi nei quali, apparentemente, non si muove una foglia.

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