Milan, Amorim sotto esame: mancano gioco e identità

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Cronache Mercato
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La partita contro il Sassuolo ha lasciato un sapore amaro. Sebbene la formazione emiliana stia disputando un campionato di ottimo livello, con vittorie di prestigio anche contro la Juventus, i valori tecnici in campo restavano nettamente a favore della squadra rossonera. La delusione più grande, però, è arrivata proprio dal terreno preferito del tecnico portoghese: quello del gioco.

Quando si è presentato, l’allenatore ha portato con sé un manifesto programmatico basato su un calcio dominante e propositivo. Di questa promessa, tuttavia, sul campo non si è vista traccia. Anzi, di gioco se ne è visto troppo poco e la sensazione è che la squadra stia faticando enormemente a trovare una sua dimensione collettiva e una manovra fluida.

Troppo spesso il gruppo si è affidato alle giocate estemporanee dei singoli, come nel caso di Moreira, piuttosto che a un’idea corale e collaudata. Manca un’organizzazione chiara in fase di possesso palla, un difetto che si manifesta con una circolazione lenta e prevedibile. Questa assenza di un’identità tattica consolidata rappresenta un problema strutturale che richiederà interventi rapidi.

È comprensibile che la squadra non possa essere ancora al 100% della sua configurazione ideale, ma non ci si aspettava di vederla così indietro nel suo percorso di crescita. Le responsabilità di Amorim in questo senso sono evidenti, soprattutto se si osserva il lavoro di altri colleghi. Esistono infatti esempi di allenatori, arrivati questa estate in nuove piazze, che hanno già dato un’impronta riconoscibile in termini di idee, organizzazione e intensità.

Basta pensare alla Lazio di Gattuso o allo stesso Sassuolo guidato da Aquilani, squadre che hanno già mostrato una fisionomia tattica chiara e coerente. Il proverbio recita ‘chi ha tempo non perda tempo’, ma la percezione è che il tecnico milanista ne stia sprecando. La classifica non è ancora drammatica, data la fase iniziale della stagione, ma il portoghese non ha dato segnali di aver costruito qualcosa di solido o di aver imboccato la strada giusta.

Il percorso fin qui è stato un susseguirsi di luci e ombre, di passi avanti seguiti da brusche frenate. Queste difficoltà si riflettono nei dati, che confermano le difficoltà nel creare occasioni da gol e nel portare uomini in area di rigore. Si tratta di un limite enorme per una squadra con ambizioni di vertice. La rosa non sarà completa e presenterà delle lacune, ma il materiale umano a disposizione impone di fare molto di più. Il tempo passa e, se non ci sarà un’inversione di rotta, rischierà di finire anche per lui.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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