Nicolò Tresoldi, attaccante del Bruges, si prepara a sfidare l’Inter in Champions League nello stadio di San Siro. La sua è una storia che parte dalla provincia umbra, attraversa la Germania e approda oggi su uno dei palcoscenici più prestigiosi d’Europa. A raccontare i suoi esordi è stato Marco Bedini, il suo primo allenatore al Fontanelle, squadra di Gubbio.
Tresoldi ha iniziato a giocare in un campetto di campagna, con un campo di girasoli a fare da sfondo. A soli 12 anni, schierato sotto età nella categoria Giovanissimi Regionali, ha segnato 12 gol contro ragazzi di due anni più grandi, nonostante non avesse ancora una struttura fisica imponente. Il suo percorso non è stato lineare: prima del calcio, la sua grande passione è stata il tennis, sport che ha praticato a lungo dividendosi tra racchetta e scarpette.
Il suo talento è stato messo alla prova da diversi club italiani di primo piano. Ha sostenuto provini con Atalanta, Milan, Fiorentina, Bologna e Juventus, ma ha sempre ricevuto risposte negative. I club sostenevano di avere già giocatori del suo livello, eppure Tresoldi non si è mai perso d’animo, tornando a Gubbio e continuando a segnare con la stessa determinazione.
Il padre Emanuele, ex calciatore professionista e campione d’Europa Under 21 nel 1994, lo ha sempre seguito con discrezione. La svolta nella carriera di Nicolò è arrivata nell’estate del 2017, quando ha seguito la madre in Germania per motivi di lavoro, trasferendosi ad Hannover. L’adattamento iniziale non è stato semplice, ma il sostegno della famiglia si è rivelato fondamentale per la sua crescita.
In Germania è maturato come giocatore, per poi approdare in Belgio al Bruges, con cui ha vinto il campionato da capocannoniere realizzando venti reti nella scorsa stagione. Il suo primo allenatore lo descrive come un ragazzo sensibile, sorridente e con un grande senso del gruppo. Un aneddoto lo dimostra: in una partita decisiva, dopo una rimonta da 0-2 a 3-2, ha mostrato nello spogliatoio una maglia con la scritta ‘Forza Carlo’, dedicata a un compagno infortunato.
Nonostante il legame con l’Italia, sulla sua possibile scelta tra la nazionale italiana e quella tedesca regna ancora l’incertezza. Da ragazzo, Tresoldi era un tifoso del Milan, passione ereditata dal nonno, che fu maestro di golf di Marco van Basten. Il suo idolo calcistico è sempre stato Filippo Inzaghi, di cui studiava i movimenti in area di rigore.
Ora, per la prima volta, giocherà a San Siro da avversario dell’Inter. Una sfida dal sapore speciale per il giovane attaccante, che in quello stadio sognava di giocare da bambino, ma con un’altra maglia. Il suo repertorio tecnico, affinato fin da quando aveva 12 anni, comprende gol di rapina, d’astuzia, di destro, di sinistro e di testa, caratteristiche che lo rendono un pericolo costante per le difese avversarie.




