L’ex calciatore Massimo Mauro ha espresso un’analisi tagliente sulla rosa della Juventus, concentrando le sue critiche su uno dei nuovi volti del centrocampo, il brasiliano Douglas Luiz. In un’intervista concessa alla Gazzetta dello Sport, Mauro non ha usato mezzi termini per descrivere le caratteristiche del mediano, definendolo un acquisto che potrebbe non risolvere i problemi di creatività della squadra.
Secondo l’ex ala, il profilo del nuovo centrocampista è quello di un “giocatore scolastico”, un elemento tatticamente ordinato ma privo della scintilla necessaria per cambiare il volto di una partita. Mauro ha sottolineato come il suo stile di gioco sia basato su passaggi corti e sicuri, a un metro di distanza, senza mai assumersi il rischio di una giocata in verticale o di un passaggio filtrante in profondità.
Questa caratteristica, a suo avviso, lo rende inefficace quando la squadra si trova a fronteggiare difese chiuse e schierate. “Contro le squadre chiuse non ti può inventare niente”, ha affermato Mauro, evidenziando una presunta mancanza di fantasia e di imprevedibilità nel repertorio tecnico del calciatore. La Juventus, secondo questa analisi, avrebbe invece bisogno di un profilo capace di rompere le linee e creare superiorità numerica con idee estemporanee.
La critica si è poi allargata all’intero impianto offensivo bianconero, che Mauro ha paragonato a quello del Milan per problemi strutturali simili. L’ex giocatore ha puntato il dito contro la manovra che si sviluppa prevalentemente sugli esterni, accusandoli di essere prevedibili. “Non fanno mai un cross e non passano mai la palla al centravanti”, ha dichiarato, descrivendo un copione tattico che si ripete costantemente.
La tendenza dei laterali offensivi a rientrare sul piede forte per cercare la conclusione personale, piuttosto che servire i compagni in area, è stata identificata come un limite evidente. Con un bottino di gol stagionale definito esiguo per chi ha tali responsabilità offensive, questo approccio non può costituire una soluzione vincente nel lungo periodo. L’attacco finisce così per dipendere esclusivamente dalle iniziative individuali dei suoi interpreti più esterni.
A riprova di questa tesi, Mauro ha citato l’esempio di una recente partita contro il Cagliari, dove le uniche vere occasioni da gol sono nate solo dopo l’ingresso di un giovane come Alajbegovic. Il giocatore, entrato a gara in corso, “ha fatto due cross come si deve”, dimostrando come un gesto tecnico apparentemente semplice ma eseguito con i tempi giusti possa essere più efficace di tante azioni elaborate ma sterili.
Infine, l’analisi ha toccato l’assenza di Kenan Yildiz, considerato da Mauro “il calciatore più importante della rosa bianconera”. La sua mancanza non deve diventare un alibi, ma il suo talento nel saltare l’uomo e creare gioco è una risorsa di cui la squadra non può fare a meno. In conclusione, Mauro ha giudicato Roma e Napoli come squadre più attrezzate e con maggiori soluzioni offensive rispetto a Juventus e Milan.





