Fàbregas dopo il ko: “Questa sconfitta ci fa crescere”

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Cronache sport calcio
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Cesc Fàbregas si è presentato in conferenza stampa assumendosi la piena responsabilità per la sconfitta subita contro il Feyenoord in Champions League. “Sparate a me, non ai ragazzi”, ha esordito il tecnico, proteggendo la squadra dopo una prestazione che non ha eguagliato l’esordio positivo contro il Lipsia.

Le prime parole dell’allenatore hanno riguardato le scelte tattiche, come la posizione più avanzata di Nico Paz. “Pensavamo fosse una buona maniera per attaccarli, come si è visto sul gol”, ha spiegato Fàbregas. Ha poi aggiunto un rammarico: “Peccato solo che la partita fosse stata preparata proprio per Diao, il giocatore che ha segnato e che subito dopo si è infortunato”.

Un altro fattore determinante è stato il clima intenso dello stadio De Kuip, che ha sostenuto la squadra olandese per tutta la partita. “In 18 anni di carriera ho giocato più di centodieci partite in Champions e ne ho perse tantissime così”, ha ricordato il tecnico. Ha quindi rivolto un messaggio ai suoi giocatori: “L’energia dello stadio in Europa ti dà qualcosa in più, ma l’ho detto subito ai ragazzi: non tenete la testa bassa, sono serate che servono per crescere”.

Fàbregas ha escluso critiche verso i singoli o per un calo di intensità nel secondo tempo. “Errori individuali? Se c’è un errore, è sempre tutto mio. Lasciamo i ragazzi tranquilli a fare esperienza”. Ha sottolineato come la squadra abbia subito il gol del 2-1 nel suo momento migliore e come, anche sul 3-1, abbia continuato a lottare, trovando la rete nel finale.

Il tecnico ha poi riconosciuto i meriti degli avversari. “Il Feyenoord è una squadra forte, organizzata, abituata a dominare e a vincere. E quando sei abituato a vincere ti riesce tutto, anche quando non sei superiore sulla carta”. Ha inoltre elogiato il protagonista della partita: “Musa è un giocatore di una categoria diversa, e noi a questo livello non abbiamo ancora interpreti capaci di fare quella differenza”.

Un’analisi specifica è stata dedicata a Jesus Rodriguez, autore di alcune ingenuità. “Ha perso due palloni e ci hanno fatto due gol, ma questa è la Champions League. Deve viverla sulla sua pelle, deve perdere per imparare in modo che la prossima volta non succeda”. Fàbregas ha concluso il concetto ribadendo che ogni giocatore ha un suo percorso di crescita, che può richiedere tempi diversi.

Infine, lo sguardo si è spostato sul campionato e sulla prossima sfida contro la Fiorentina. “Tre anni fa, quando ho iniziato questo lavoro, eravamo sesti in Serie B e ora sono qui a parlare della nostra seconda gara nella storia della Champions League”. Ha chiarito le priorità: “La Serie A resta la cosa fondamentale per noi quest’anno, la Champions è un regalo della vita. Ora testa fredda, tranquillità e pensiamo subito alla trasferta di Firenze”.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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