Lega Serie A studia una Coppa Italia con i gironi

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Cronache Mercato
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La Lega Serie A ha avviato una riflessione strategica per rivoluzionare il format della Coppa Italia a partire dalla stagione 2027/28. L’ipotesi più concreta, emersa durante l’ultima assemblea dei club, è quella di reintrodurre una fase a gironi per rinnovare l’interesse e il valore della competizione.

Il motore di questo cambiamento è di natura economica e contrattuale. Al termine della stagione 2026/27 scadrà infatti l’accordo triennale in essere con Mediaset per la trasmissione in chiaro del torneo, un contratto dal valore di circa 56 milioni di euro annui. In vista del nuovo bando per i diritti televisivi, l’obiettivo della Lega è presentare un prodotto più ricco e appetibile, capace di attrarre offerte economiche superiori e massimizzare i ricavi per i club.

Il progetto di riforma si concentra su due pilastri fondamentali. Il primo è la modifica strutturale della fase iniziale, superando l’attuale sistema a eliminazione diretta sin dai primi turni. L’introduzione di gironi, sul modello delle competizioni europee, aumenterebbe significativamente il numero di partite, garantendo più spettacolo e una maggiore continuità di programmazione televisiva.

Il secondo pilastro riguarda l’allargamento del numero di squadre partecipanti. La proposta prevede di includere un contingente più ampio di club provenienti dalla Serie C, offrendo loro una vetrina prestigiosa e la possibilità di confrontarsi con realtà di categorie superiori. Questa mossa non solo renderebbe il torneo più inclusivo e rappresentativo del calcio italiano, ma creerebbe anche nuove narrative e potenziali sorprese, elementi che da sempre catturano l’attenzione del pubblico e degli sponsor.

Questa non sarebbe una novità assoluta per la coppa nazionale. Un sistema con una fase a gruppi è già stato utilizzato in passato, l’ultima volta nella stagione 2004/05, prima che si optasse per l’attuale formula a tabellone tennistico. Quest’ultimo formato è stato spesso criticato per la sua prevedibilità e per il vantaggio concesso alle “big”, che entrano in gioco solo agli ottavi di finale.

Le discussioni sono ancora in fase embrionale, ma l’intenzione è chiara: trasformare la Coppa Italia da semplice torneo a eliminazione diretta a un evento più esteso e avvincente. Un maggior numero di incontri e la partecipazione di club minori potrebbero generare un interesse più diffuso sul territorio nazionale, aumentando l’audience e, di conseguenza, il valore commerciale del pacchetto. Il percorso verso la riforma è stato tracciato; i prossimi mesi saranno decisivi per definire i dettagli di quella che potrebbe essere una vera e propria rivoluzione.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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