Vent’anni dopo la notte di Berlino, due eroi del Mondiale 2006 si ritrovano insieme in vetta, ma da allenatori. Gennaro Gattuso ha portato la sua Lazio al primo posto in Serie A, mentre Filippo Inzaghi guida la classifica della Serie B con il Palermo. Un doppio successo che celebra un’amicizia e una filosofia comune: l’etica del lavoro come strumento per il successo.
La loro storia da tecnici è iniziata idealmente a Coverciano nel 2012. Mentre la Nazionale di Prandelli preparava l’Europeo, undici campioni del mondo frequentavano un corso per allenatori. Fu lì che Gattuso fece una previsione profetica: “Sapete chi diventerà il più bravo di noi? Inzaghi, perché aveva già la testa da mister”.
Gattuso ha poi svelato il segreto dell’ex compagno, sfatando il mito del bomber fortunato. “Non era vero che il pallone lo seguiva, era tutto studio. Pippo schedava i difensori. Sapeva che uno stopper faticava a girarsi a destra e lo attaccava da quel lato”. Una preparazione metodica che Inzaghi ha trasportato dal campo alla panchina.
Anche Gattuso ha costruito la sua carriera sulla dedizione. Ciso Pezzotti, collaboratore di Marcello Lippi, ha ricordato come l’allievo prediletto si fermasse dopo gli altri per affinare la tecnica al termine degli allenamenti. Un lavoro extra che Rino ha battezzato “allenamento invisibile”, un concetto che ora trasmette ai suoi giocatori.
“Chi aveva limiti da giocatore sa insegnare come superarli”, ha spiegato Gattuso. Una filosofia opposta a quella di ex fuoriclasse come Michel Platini, che da tecnico non capiva perché i suoi giocatori non riuscissero a fare cose per lui elementari. Per leggende come Falcao e Maradona, la panchina è stata un passatempo.
Per Rino e Pippo, invece, è una passione totalizzante che riempie le giornate e toglie il sonno. Vederli al vertice è il giusto premio per un percorso che li accomuna. Oltre alle esperienze con Milan e Nazionale, entrambi hanno avuto un inizio di carriera da allenatori ambizioso, seguito da una gavetta sofferta ma formativa.
Questo percorso li ha forgiati, rendendoli i tecnici affermati di oggi. Un legame profondo, cementato da battaglie sportive e aneddoti, come quello sulle scarpe che Inzaghi prese in prestito da Gattuso per un gol decisivo e che non volle più restituire per scaramanzia.







