TRENTOLA DUCENTA – Cinque richieste di condanna e, per gli altri quattordici imputati, nessuna pena invocata, tra proposte di assoluzione, prescrizioni e riqualificazioni delle accuse in reati non più perseguibili, come l’abuso d’ufficio. Sono i numeri della requisitoria pronunciata ieri dalla Procura di Napoli Nord nel processo nato dall’inchiesta dei carabinieri di Aversa sull’amministrazione comunale di Trentola Ducenta ai tempi del sindaco Andrea Sagliocco. Per l’ex primo cittadino il pubblico ministero ha chiesto cinque anni di reclusione. Al centro del processo due vicende: le autorizzazioni per un supermercato Decò e le pratiche urbanistiche di una macelleria.
Nel primo caso la Procura contesta una concussione. Sagliocco, insieme ad altri imputati, avrebbe ostacolato l’agibilità dei locali destinati al supermercato di via Nunziale Sant’Antonio per costringere la proprietà e il gestore ad accettare assunzioni di personale indicato dal gruppo. La pratica rimase bloccata nonostante i ricorsi al Tar. Nell’ipotesi accusatoria, gli uffici comunali avrebbero sollevato anche contestazioni edilizie non corrispondenti al vero. Dopo un incontro nell’ufficio del sindaco, nel gennaio 2019 arrivò, secondo l’accusa, la revoca del diniego. Su questo episodio sono stati chiesti quattro anni per l’avvocato Saverio Griffo, indicato come consulente di fatto del sindaco, e due anni e sei mesi per Saverio Fabozzi, ritenuto l’intermediario.
L’altra contestazione riguarda la Meat Market: in cambio di un cesto natalizio da circa mille euro e della disponibilità a pagare un trenino per le festività, del costo di circa cinquemila euro più Iva, Sagliocco, secondo la Procura, avrebbe favorito la richiesta di trasformare un locale interrato da deposito in laboratorio per la lavorazione delle carni. Un cambio di destinazione d’uso ritenuto incompatibile con le regole urbanistiche. Il trenino, pur procurato, non entrò in servizio per la mancanza della copertura assicurativa. Per questa vicenda il pm ha chiesto cinque anni ciascuno per l’imprenditore Salvatore De Marco e Luigi Lorvenni, indicato come mediatore.
Non sono state proposte condanne, invece, per Giovanni Addario, Elena Bassolino, Aurelio Costanzo, Raffaele De Caprio, Filomena Esposito, Agostino Fabozzi, Alfredo Fabozzi, Antonella Fabozzi, Mauro Felaco, Luigi Letizia, Giuseppe Melucci, Raffaele Ranucci, Tammaro Volpe e Nicola Zagaria. Le richieste della Procura non rappresentano una decisione sulla colpevolezza. Le responsabilità restano da accertare e tutti gli imputati sono da considerare innocenti fino a un’eventuale sentenza di condanna irrevocabile. Nel collegio difensivo i legali Gabriele Piatto, Giuseppe Stellato, Alfonso Quarto, Vincenzo Motti, Rosario Avenia, Carlo De Stavola, Ferdinando Trasacco, Felice Belluomo, Pasquale Davide De Marco, Arcangelo D’Alessio, Bartolomeo Mariniello e Fabio De Maria.







