L’Inter Primavera ha conquistato una vittoria fondamentale nel suo percorso in Youth League, superando in una partita combattuta lo Shakhtar Donetsk. Un successo ottenuto con grande fatica e in inferiorità numerica a causa dell’espulsione di Bastoni, che ha permesso alla squadra di sbloccarsi nella competizione europea dopo un avvio complicato.
Al termine del match, il tecnico Cristian Chivu ha analizzato con lucidità la prestazione dei suoi ragazzi, non nascondendo le difficoltà incontrate. L’allenatore, che non aveva potuto parlare dopo la precedente vittoria a Bologna per un’assenza di voce, ha descritto le sensazioni di una squadra apparsa tesa e poco fluida nel gioco.
“Credo che le due sconfitte iniziali con Real Madrid e Bruges, sommate all’esperienza della scorsa stagione, ci abbiano un po’ segnato”, ha spiegato Chivu. “Avevamo un po’ di braccino da Champions. Siamo stati più attenti del solito in fase difensiva, ma anche più contratti e meno sciolti con il pallone. La pressione della partita si è sentita chiaramente”.
La svolta della partita, secondo il tecnico, è arrivata grazie ai cambi operati dalla panchina. “I giocatori entrati ci hanno dato una scossa importante”, ha proseguito l’allenatore nerazzurro. “Nonostante l’inferiorità numerica, la squadra ha reagito bene, ha trovato energie nuove e ha iniziato a correre in modo diverso, con più convinzione e organizzazione”.
Questo cambio di atteggiamento ha permesso di gestire la gara con maturità. “Abbiamo alzato il livello di responsabilità collettiva e siamo riusciti a portare a casa il risultato con carattere, facendo qualche corsa in più e gestendo i momenti critici meglio rispetto al passato”, ha sottolineato Chivu, esprimendo la sua soddisfazione: “Sono contento per i ragazzi”.
L’allenatore ha poi dedicato parole importanti per alcuni singoli, a cominciare dal portiere Pepo Martinez, difeso dopo alcune critiche. “Il portiere è il primo a finire nel mirino quando sbaglia. Il mio compito, e quello dello staff, è fargli sentire la nostra piena fiducia, perché conosciamo il suo valore”.
Chivu ha anche indicato due modelli di riferimento presenti nella prima squadra, citando Henrikh Mkhitaryan e Carlos Augusto come “esempi di professionalità assoluta”. Un modo per spronare i giovani talenti a seguire l’atteggiamento dei campioni con cui condividono l’ambiente di lavoro. “Volevo fare entrare anche Pio Esposito, ma le circostanze non lo hanno permesso”.
L’analisi si è conclusa con una riflessione sul significato del successo. “Siamo tutti stanchi, è stato un periodo intenso. A volte, vincere partite come questa, senza necessariamente mostrare un bel gioco, può dare ancora più soddisfazioni e consapevolezza”, ha affermato Chivu. “Questi tre punti sono pesanti e ci danno morale per il futuro”.


