La Juventus si presenterà per la trasferta di Lecce con una rosa ridotta all’osso a causa di una grave emergenza infortuni. L’allenatore Luciano Spalletti avrà a disposizione soltanto diciassette giocatori di movimento della prima squadra, di cui otto difensori, per affrontare la sfida in Puglia.
L’elenco degli indisponibili è lungo e comprende nomi importanti come Yildiz, Locatelli, Thuram, Grabara, Conceiçao, Celik, Nico Gonzalez ed Ekhator, a cui si aggiunge Milik, fuori dalla lista per la Serie A. Nonostante le numerose assenze, il tecnico ha deciso di non aggregare alcun calciatore proveniente dalla formazione Next Gen, partendo con un gruppo di soli 20 convocati.
In seguito alla prestazione incoraggiante contro il Rennes in Europa League, in particolare quella di Woltemade, Spalletti sembra intenzionato a confermare il modulo 3-4-1-2. In attacco, la fiducia andrà ancora alla coppia formata dal tedesco e da Kolo Muani, supportata da McKennie nel ruolo di trequartista.
A centrocampo, la cerniera centrale sarà composta da Douglas Luiz e Koopmeiners, apparso in crescita. La gestione di Sarr rimarrà prudente: sebbene gli esami abbiano dato esito positivo e il giocatore sia disponibile, il suo impiego consecutivo per tre gare intere dopo un infortunio richiede attenzione. Sulle fasce, le assenze di Celik e Nico Gonzalez apriranno le porte a Kalulu sulla destra e a Cambiaso sulla sinistra. Il pacchetto difensivo a protezione del portiere Vicario vedrà schierati Gatti, Bremer e Lucumì.
Esiste anche un’ipotesi alternativa, sebbene meno probabile. Spalletti potrebbe arretrare Kalulu sulla linea dei difensori, sacrificando uno tra Gatti e Lucumì, e spostare McKennie sulla fascia destra di centrocampo. Questo schema prevederebbe l’inserimento di Alajbegovic alle spalle delle due punte.
Tuttavia, una simile soluzione priverebbe l’allenatore di una preziosa risorsa offensiva da utilizzare a partita in corso. Con questa configurazione, le uniche alternative in panchina per dare imprevedibilità e spinta all’attacco sarebbero Zhegrova e Boga, limitando notevolmente le opzioni di cambio nel reparto avanzato.
Questa situazione di emergenza non rappresenta una novità assoluta per la Juventus in tempi recenti. In una partita del 2024, l’allora tecnico Thiago Motta si era trovato ad affrontare una trasferta con un organico ancora più ristretto, potendo contare su appena 13 giocatori di movimento della prima squadra.





