“Sembrava fosse qui con noi da dieci anni”. Con queste parole, l’allenatore del Milan Ruben Amorim ha commentato la prestazione di Sankhoun Diawara al termine della partita contro l’Udinese. Il giovane difensore francese, classe 2006, ha fatto il suo esordio assoluto da titolare in Serie A, dimostrando una maturità inaspettata.
Schierato come terzino sinistro, un ruolo ricoperto solo occasionalmente in carriera, Diawara ha giocato l’intera partita con personalità e attenzione. Le statistiche confermano la sua ottima prova: è stato il quarto giocatore del Milan per palloni toccati (82) e ha completato l’86% dei passaggi. Una performance notevole per un atleta arrivato in estate tra lo scetticismo generale.
Il Milan ha acquistato Diawara dal Troyes, squadra della seconda divisione francese, per circa tre milioni di euro. Il progetto iniziale prevedeva di utilizzarlo come vice di Pavlovic, essendo l’unico centrale mancino di riserva nella rosa di Amorim. Contro l’Udinese, invece, i due hanno giocato insieme, mostrando una buona intesa e rivelando una nuova opzione tattica per l’allenatore.
L’esordio del difensore, soprannominato “Papis”, è arrivato in un momento di emergenza dovuto a diversi infortuni, dopo sette panchine consecutive in campionato. Prima di questa partita, aveva accumulato appena 32 minuti in due presenze in Europa League, un minutaggio che lo aveva fatto finire ai margini delle rotazioni.
La sua freddezza e la sua affidabilità hanno sorpreso, allontanando i timori di un percorso simile a quello di altri giovani che in passato non avevano trovato spazio in rossonero. Amorim, che in precedenza aveva dovuto adattare altri giocatori o reintegrare elementi fuori rosa, ha ora una risorsa in più su cui contare.
La prestazione contro l’Udinese ha cambiato radicalmente le prospettive di Diawara, che ora entra a pieno titolo nelle rotazioni della squadra. Questo successo si inserisce nella strategia del club, focalizzata non solo sul raggiungimento degli obiettivi sportivi come la qualificazione in Champions League, ma anche sulla valorizzazione dei giovani talenti.
Per il difensore francese, il percorso è appena iniziato. La partita contro l’Udinese ha rappresentato un importante banco di prova, superato brillantemente. Ora lo attendono test più impegnativi per confermare le sue qualità e dimostrare che la sua performance non è stata un caso isolato, ma l’inizio di una solida carriera in rossonero.







