A distanza di dodici mesi, la sua carriera sembra ripetersi. João Mário ha cambiato maglia, passando dalla Juventus alla Fiorentina, ma non il suo destino di comprimario, lontano da un ruolo centrale nei piani del proprio allenatore. Anche a Firenze, come già avvenuto a Torino, il ventiseienne portoghese ha vissuto un buon avvio di stagione per poi scivolare rapidamente indietro nelle gerarchie, complice un cambio in panchina.
La Fiorentina lo ha prelevato dalla Juventus a inizio agosto con la formula del prestito oneroso, costato 1.8 milioni di euro, e un diritto di riscatto fissato a 9.5 milioni. Sotto la gestione di Fabio Grosso, il terzino ha collezionato due presenze da titolare, contro Roma e Torino, e altrettante da subentrato con Frosinone e Benevento in Coppa Italia. Contro i giallorossi, il 14 agosto, era riuscito a brillare, fornendo un assist per la rete di Moise Kean e candidandosi a un ruolo di primo piano.
Queste premesse sono state presto deluse. In seguito all’esonero di Grosso e al conseguente arrivo di Paolo Vanoli, il calciatore lusitano ha perso centralità nel progetto tecnico viola, venendo superato in modo definitivo da Alex Jimenez nelle preferenze del nuovo tecnico. Contro Venezia, Napoli, Genoa e Como, João Mário è rimasto in panchina per tutta la durata dell’incontro. In una recente trasferta a San Siro, è entrato solo all’81esimo minuto come esterno sinistro, restando suo malgrado coinvolto nell’azione che ha portato al pareggio avversario.
Questa serie di esclusioni dalla formazione titolare ha certificato da un lato la crescita di Jimenez e dall’altro il nuovo status di riserva per João Mário. Vanoli non lo ha ritenuto una prima scelta e ha manifestato l’intenzione di rafforzare una retroguardia che è risultata tra le più perforate della Serie A. Eppure, il terzino aveva scelto Firenze proprio per mettersi alle spalle le amarezze vissute con la Juventus.
Acquistato nel luglio 2025 nell’ambito dell’operazione che ha portato Alberto Costa al Porto, con Igor Tudor era inizialmente riuscito a ritagliarsi il proprio spazio, giocando sempre nelle prime cinque partite di campionato. A ottobre, in seguito al licenziamento del tecnico croato e all’arrivo di Luciano Spalletti, ha cominciato a essere utilizzato con minore frequenza, fino ad accettare a gennaio il trasferimento in prestito al Bologna. In maglia rossoblù ha trovato più spazio e si è reso protagonista di buone prestazioni, che non si sono però rivelate sufficienti a convincere il club a riscattarlo.
Da qui la scelta di sposare il progetto della Fiorentina, ritenuto più congeniale alle sue doti offensive. Poche settimane dopo il suo arrivo, la sua situazione si è capovolta e ora il futuro appare un rebus, con il mercato di gennaio che si avvicina sempre di più.





