Kimi Antonelli ha già delineato un dettaglio significativo del suo futuro in Formula 1: in caso di conquista del titolo mondiale, non utilizzerà il numero 1, ma manterrà il suo attuale numero 12. La decisione, annunciata dal pilota stesso, rappresenta una scelta di forte identità personale e un omaggio a icone del passato.
Dal 2014, il regolamento della Formula 1 consente al campione del mondo in carica di sostituire il proprio numero di gara permanente con il prestigioso numero 1. Tuttavia, si tratta di una facoltà e non di un obbligo, lasciando al pilota la libertà di mantenere il numero che lo ha accompagnato per tutta la carriera, una scelta che ha guadagnato popolarità negli ultimi anni.
La decisione di Antonelli affonda le radici in motivazioni profonde e personali. Il numero 12 non è una scelta casuale, ma un simbolo carico di significato. In primo luogo, rappresenta un tributo diretto a due leggende della Formula 1 che il pilota italiano ha sempre ammirato: Ayrton Senna e Niki Lauda.
Entrambi i piloti hanno legato il numero 12 a momenti cruciali della loro carriera. Niki Lauda conquistò il suo primo titolo mondiale nel 1975 al volante della Ferrari 312T, che portava proprio quel numero. Tredici anni dopo, nel 1988, fu Ayrton Senna a vincere il suo primo campionato del mondo con la McLaren MP4/4 numero 12. Antonelli intende così inserirsi in una tradizione di campioni.
Oltre all’omaggio storico, il numero 12 ha un valore personale per il pilota. Antonelli aveva infatti dodici anni quando, nell’aprile del 2019, è entrato a far parte del prestigioso programma per giovani piloti della Mercedes. Quel numero è diventato un simbolo del suo percorso di crescita, un portafortuna che lo ha accompagnato dalle categorie minori fino all’apice del motorsport.
Questa scelta non è un unicum nel paddock recente. In casa Mercedes, hanno già assistito a una decisione simile con Lewis Hamilton. Nonostante i numerosi titoli mondiali vinti dal 2014, il pilota britannico non ha mai abbandonato il suo iconico numero 44, trasformandolo in un vero e proprio marchio riconoscibile a livello globale.
Anche Nico Rosberg, compagno di squadra di Hamilton e campione del mondo nel 2016, non ha mai corso con il numero 1 sulla sua Mercedes, ma per una ragione diversa: annunciò il suo sorprendente ritiro dalle competizioni appena cinque giorni dopo aver conquistato il titolo. La scelta di Antonelli, invece, è programmatica e proiettata al futuro, un’affermazione di continuità e di fedeltà alla propria storia personale e sportiva.
La rinuncia al numero 1, universalmente associato al campione, è dunque una dichiarazione di intenti. Sottolinea come, nel motorsport moderno, l’identità del pilota sia sempre più legata a un numero personale, un elemento distintivo che va oltre il risultato della singola stagione. Il 12 di Antonelli è destinato a diventare un simbolo della sua carriera, indipendentemente dai titoli che conquisterà.









