AVERSA – Il futuro amministrativo della città passa dalle prossime ore e da una decisione che potrebbe cambiare nuovamente lo scenario politico normanno. Francesco Matacena è davanti a un bivio: confermare le dimissioni e tornare definitivamente alla sua professione di commercialista oppure ripensarci e riprendere il percorso amministrativo interrotto. A poche ore dalla scadenza dei venti giorni, il sindaco non scioglie la riserva, ma lascia aperto uno spiraglio: “Sono sereno e sto riflettendo sulla scelta migliore”. Lo incontriamo nel suo studio professionale, dove è tornato dopo aver lasciato Palazzo di Città, per ripercorrere con lui questi due anni e quattro mesi di amministrazione, i risultati raggiunti, i progetti avviati e le prospettive per Aversa. Dalle sue radici nel mondo scout e dalla formazione cattolica francescana alla scelta di mettersi al servizio della comunità normanna, Matacena racconta le motivazioni del suo impegno, rivendica il lavoro svolto e affronta il momento politico più delicato del suo mandato. Intanto, dalla maggioranza e da una parte della città cresce la richiesta di un suo ritorno. Una richiesta che non lo lascia indifferente e che alimenta una riflessione ancora aperta. Perché, al di là delle dinamiche politiche, la domanda resta una: quale sarà la scelta migliore per il futuro di Aversa?
Sindaco, a poche ore dalla scadenza dei venti giorni dalle sue dimissioni, come sta vivendo questo momento?
“Sono sereno e sto riflettendo, in queste ultime ore, sulla scelta migliore per la città. E’ una decisione importante, che merita attenzione e responsabilità. Non voglio farmi condizionare dalle emozioni del momento, ma valutare ciò che sia davvero più utile per Aversa.”
Dal giorno delle dimissioni è tornato alla sua professione di commercialista. E’ stato un ritorno alla normalità?
“Sono tornato al mio studio professionale e ai miei impegni lavorativi, che avevo inevitabilmente messo in secondo piano durante l’esperienza amministrativa. Restano naturalmente gli adempimenti istituzionali e gli atti amministrativi urgenti che richiedono la mia firma. La professione fa parte della mia vita e rappresenta il percorso che ho costruito negli anni, ma questo non significa che sia venuto meno il mio interesse per la città.”
Prima di diventare sindaco, c’è un percorso personale e professionale importante. Quanto hanno inciso le sue radici nella scelta di mettersi al servizio della comunità?
“Sono cresciuto nel mondo dello scoutismo e ancora oggi sono membro del Masci. Provengo da una famiglia cattolica di vocazione francescana e sono cresciuto con valori che considero fondamentali: il servizio, la solidarietà, il rispetto delle persone e l’attenzione verso chi vive situazioni di difficoltà. Sono principi che mi hanno accompagnato nella vita e che ho cercato di trasferire anche nella mia esperienza amministrativa.”
Lei è stato anche presidente del Consiglio di due Ordini professionali, Caserta e Aversa. Poi è arrivata la scelta di candidarsi a sindaco. Cosa l’ha spinta?
“La mia esperienza professionale e quella maturata nel mondo degli Ordini mi hanno permesso di conoscere da vicino il valore delle istituzioni e delle responsabilità. A un certo punto ho sentito il desiderio di mettere le mie competenze e il mio impegno a disposizione della città. La candidatura è nata dalla volontà di contribuire alla crescita di Aversa, con un progetto fondato sulla legalità, sulla trasparenza e sul rispetto delle persone.”
Dopo due anni e quattro mesi alla guida del Comune, quale bilancio sente di poter tracciare?
“In questi due anni e quattro mesi ho sempre lavorato per la crescita sociale, culturale ed economica della città, rispettando quelli che considero i canoni fondamentali della vita di ogni essere umano: legalità, trasparenza e rispetto delle persone. Abbiamo affrontato diverse questioni e lavorato a una programmazione che ha riguardato numerosi settori della vita cittadina. Ci sono risultati raggiunti, interventi avviati e progetti che meritano di essere portati avanti.”
Quali sono gli interventi che ritiene più significativi?
“Abbiamo lavorato sulle scuole, sulla realizzazione e riqualificazione delle piazze, sulla manutenzione delle strade e sugli spazi pubblici. Sono interventi che riguardano direttamente la quotidianità dei cittadini. Una città deve essere curata, deve offrire servizi e luoghi decorosi e funzionali. Abbiamo inoltre portato avanti il progetto di ampliamento del cimitero comunale, rispondendo a un’esigenza importante della comunità.”
Tra i progetti c’è anche la pista di atletica.
“Certamente. La realizzazione della pista di atletica rappresenta un risultato importante per Aversa. È un’infrastruttura che amplia le opportunità sportive e offre nuove possibilità alle associazioni, agli atleti e ai giovani. In questo percorso va riconosciuto l’impegno del generale Giuseppe Vadalà, che ha contribuito alla realizzazione dell’intervento.”
E poi il Playground, uno spazio pensato soprattutto per i giovani.
“Lo sport è uno strumento fondamentale di aggregazione, educazione e inclusione. Realizzare spazi dedicati ai giovani significa offrire occasioni di incontro e di crescita. Il Playground va proprio in questa direzione: una città deve investire sui ragazzi e creare luoghi nei quali possano vivere esperienze positive e sentirsi parte della comunità.”
Guardando a questi interventi, c’è ancora tanto da fare?
“Il lavoro di un’amministrazione non si esaurisce mai. Ci sono programmi da completare, interventi da seguire e nuove esigenze alle quali dare risposte. La crescita di una città richiede continuità, programmazione e capacità di guardare avanti. E’ anche questo uno degli aspetti sui quali sto riflettendo.”
La maggioranza le sta chiedendo di ritirare le dimissioni e tornare alla guida del Comune. Quanto pesa questa richiesta?
“E’ una richiesta che naturalmente considero e che mi porta a riflettere. Quando si riceve una manifestazione di fiducia e si avverte che c’è la volontà di proseguire un percorso, non si può non tenerne conto. Ma una decisione di questa portata deve essere ponderata. Bisogna valutare ciò che sia meglio per la città e per la sua comunità.”
Anche dalla città arrivano richieste affinché lei torni sui suoi passi.
“Il rapporto con la comunità è sempre stato centrale nel mio modo di intendere l’impegno amministrativo. Ho scelto di candidarmi per mettermi al servizio di Aversa e dei suoi cittadini. Le manifestazioni di vicinanza e le richieste che sto ricevendo sono certamente motivo di riflessione. Voglio però che ogni scelta sia compiuta con serenità e senso di responsabilità.”
Quindi il ritiro delle dimissioni è ancora possibile?
“In questo momento sto riflettendo. Non voglio anticipare decisioni. Il mio obiettivo è individuare la scelta migliore per la città.”
Se decidesse di tornare, quale sarebbe la priorità?
“Aversa Capitale della cultura e continuare a lavorare per Aversa, portando avanti i progetti avviati e mantenendo fermi i principi che hanno caratterizzato il mio impegno: legalità, trasparenza, rispetto delle persone e attenzione ai più fragili. Una città deve crescere senza lasciare indietro nessuno.”
Domani (oggi) potrebbe essere il giorno della decisione definitiva. Cosa si sente di dire ai cittadini?
“Posso dire che sto affrontando queste ore con serenità e con grande senso di responsabilità. Aversa merita attenzione, impegno e rispetto. La scelta che farò dovrà essere una scelta nell’interesse della città.”
Dunque, sindaco, la porta di Palazzo di Città non è ancora definitivamente chiusa?
“Sto riflettendo e non voglio aggiungere altro. La cosa più importante, in questo momento, è compiere la scelta migliore per Aversa.”


















