Asl, fondi Invitalia e l’appalto a Teano: la Procura vuole a processo Zannini. Rischiano Campoli, i Griffo e Postiglione

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Giovanni Zannini e Alfredo Campoli sopra, Antonio Postiglione e Paolo Griffo
Giovanni Zannini e Alfredo Campoli sopra, Antonio Postiglione e Paolo Griffo
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CASERTA – Mentre è ancora costretto a restare lontano dalla Campania, Giovanni Zannini si prepara a un nuovo passaggio giudiziario. La Procura di Santa Maria Capua Vetere, guidata da Pierpaolo Bruni, attraverso il pubblico ministero Giacomo Urbano, ha chiesto il rinvio a giudizio del consigliere regionale di Forza Italia (attualmente sospeso dalla carica) per corruzione, concussione, truffa aggravata e falso. L’udienza preliminare prenderà il via il prossimo 11 dicembre davanti al giudice Pasquale Cerrone, chiamato a decidere se disporre o meno il processo, salvo eventuali richieste di riti alternativi.

Con il politico di Mondragone rischiano il giudizio altre nove persone: Antonio Postiglione, 70 anni, ex dirigente della sanità campana, accusato di concussione; Luigi Griffo, 65 anni, e il figlio Paolo, 36, patron della società Spinosa, chiamati a rispondere di corruzione, falso, truffa aggravata e violazioni ambientali; Flora Cirelli, 57 anni, Daniele Braccini, 32 anni, Salvatore Perfetto, 57 anni, Giancarlo Andolfo, 62 anni, e Luigi Pilotti, 50 anni, coinvolti nell’ipotesi di falso sulla documentazione ambientale relativa al progetto del mega-caseificio realizzato proprio da Spinosa. Infine Alfredo Campoli, 60enne imprenditore di Mondragone, accusato di corruzione con Zannini.

Il caso Iodice. Tre le vicende ricostruite dai carabinieri del Nucleo investigativo di Aversa. La prima riguarda Vincenzo Iodice, direttore sanitario dell’Asl di Caserta. Secondo la Procura, Zannini e Postiglione avrebbero esercitato pressioni affinché accettasse un incarico all’ospedale San Pio di Benevento oppure si dimettesse, liberando il posto all’Asl. Iodice avrebbe contrariato Zannini negando una postazione a Carmine Lauriello, non assecondando la nomina di Luana Sergi alla Neuropsichiatria infantile e opponendosi alle segnalazioni politiche dei dipendenti. Il 26 settembre 2023 Iodice si dimise: per l’accusa, sarebbe stato costretto a farlo. Zannini avrebbe così potuto favorire la nomina di Marco De Fazio, persona di sua fiducia. È questa la vicenda alla base dell’accusa di concussione contestata a Zannini e Postiglione, in concorso tra loro. Sul versante cautelare, il Tribunale del Riesame ha però respinto l’appello della Procura contro la decisione di non applicare a Zannini una misura per questa vicenda. Lauriello, Sergi e De Fazio sono estranei all’indagine.

Il mega caseificio. Il secondo capitolo è l’affare Spinosa. La società dei Griffo aveva chiesto a Invitalia agevolazioni per 10 milioni e 455mila euro per realizzare un caseificio a Cancello ed Arnone. Secondo gli investigatori, però, l’impianto era stato costruito senza la preventiva Valutazione di incidenza ambientale (Vinca), necessaria per la vicinanza a un sito Natura 2000. Il rischio di perdere i fondi avrebbe spinto i Griffo a rivolgersi a Zannini, allora presidente della commissione Ambiente. Il consigliere avrebbe tentato di superare i rilievi degli uffici regionali, incontrando anche la dirigente Simona Brancaccio. Di fronte al rifiuto della dirigente, la gestione della Vinca sarebbe stata trasferita, attraverso una convenzione, alla commissione ambientale di Castello del Matese (passando per Cancello ed Arnone). Qui si inserisce l’accusa di falso a Zannini, ai Griffo e ai cinque tecnici.

Secondo il pm, un’asseverazione sulla distanza dal sito protetto e uno studio ambientale avrebbero descritto come ancora da realizzare uno stabilimento già sostanzialmente costruito, indicando inoltre distanze calcolate con criteri ritenuti scorretti. La commissione espresse parere favorevole, recepito dal Comune. Per la Procura, gli atti avrebbero permesso alla Spinosa di ottenere indebitamente agevolazioni: da qui la truffa aggravata contestata a Zannini e ai Griffo. Il contratto di finanziamento ammontava a circa 13,4 milioni di euro, di cui, secondo gli atti, ne sarebbero stati erogati 3,95 milioni. Ai due imprenditori sono contestate anche violazioni della normativa ambientale. In cambio dell’intervento, sostengono gli inquirenti, i Griffo avrebbero promesso di pagare a Zannini una vacanza su uno yacht a Capri, nel settembre 2023, del valore di 7.320 euro. Zannini avrebbe pagato solo dopo aver saputo dell’indagine. Proprio il caso Spinosa ha portato al divieto di dimora in Campania e nelle regioni confinanti, confermato dal Riesame di Napoli e anche dalla Cassazione; le misure cautelari dei Griffo sono state invece annullate.

L’appalto a Teano. Il terzo capitolo coinvolge Alfredo Campoli, imprenditore, presidente del Mondragone City e compare di nozze di Zannini. È marito di Rosaria Tramonti, ex assessore della giunta del sindaco Francesco Lavanga, ed è sempre più presente nel dibattito politico cittadino, anche con critiche all’amministrazione comunale. Secondo la Procura, Campoli avrebbe regalato al consigliere due motocicli, un Piaggio Liberty e una Honda SH 125, destinati ai figli e del valore complessivo superiore a 7mila euro. Sarebbe stata la contropartita per l’intervento del politico presso amministratori di Teano a favore della Columbus Edil Gest, società del gruppo Campoli. Gli atti citano un affidamento da 4.740 euro oltre Iva per lavori di pulizia in via Gradavola e tentativi di ottenere ulteriori incarichi: uno da circa 60mila euro per interventi sul verde e un altro da 26mila euro per la rimozione di rifiuti nell’isola ecologica di Santa Croce. Questi ultimi non andarono in porto. Campoli risulta coinvolto anche in una distinta indagine (ancora in corso) per ipotesi di false fatture e riciclaggio.

Nel collegio difensivo gli avvocati Angelo Raucci, Vincenzo Maiello, Luigi Tuccillo, Mario Griffo, Giuseppe Stellato, Giuseppe Somma, Giro Pasquale Sepe, Alfredo Marrandino, Flavio Di Bonito, Caterina Ursillo, Pasquale Coppola e Marco Imbimbo.

Le altre inchieste. Quello che approderà all’udienza preliminare non è l’unico fronte giudiziario aperto per Zannini. E’ coinvolto con l’ex amministratore Biagio Esposito in un’inchiesta per presunte promesse di posti di lavoro in cambio di sostegno alle regionali; un ulteriore filone riguarda le vicende elettorali di Castel Volturno e il presunto tentativo di favorire Pasquale Marrandino. Uno scenario giudiziario complesso che, inevitabilmente, si intreccia con le ambizioni politiche di Zannini: secondo indiscrezioni, il consigliere regionale starebbe valutando una candidatura alla Camera dei deputati con Forza Italia. Tutti gli indagati e imputati sono da considerare innocenti fino a un’eventuale condanna definitiva.

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