Caccia a Battisti, la polizia va a vuoto ed è in affanno. L’ex terrorista potrebbe aver lasciato il Brasile

E' scomparso da settimane e di lui non si hanno notizie da ancor prima dell'estradizione decretata dal presidente uscente Michel Temer

SAN PAOLO – Dal “ci siamo” al buco nell’acqua, sono giorni caldissimi in Brasile per la caccia aperta a Cesare Battisti. Due blitz andati a vuoto da parte delle forze dell’ordine, che pensavano di aver scovato l’ex terrorista italiano in alcuni appartamenti di San Paolo. Informazioni raccolte e segnalazioni portavano lì. Eppure, Battisti non c’era. Gli investigatori hanno chiesto aiuto alla gente comune, pubblicando foto di possibili travestimenti e attivando indirizzi – telefonici ed e-mail – a cui inviare, anche in forma anonima, segnalazioni in caso di avvistamento. La polizia, di fatto, è in affanno.

Il buco nell’acqua della polizia e le richieste di aiuto alla gente comune, ma Cesare Battisti potrebbe aver lasciato il Brasile

Battisti è scomparso da settimane e di lui non si hanno notizie da ancor prima dell’estradizione decretata dal presidente uscente Michel Temer. Se lo aspettava, con ogni probabilità, sin da quando Jair Bolsonaro ha vinto le elezioni presidenziali a fine ottobre. C’è chi giura che possa trovarsi ancora a Cananeia, dove vive da anni. Eppure le zone ‘sue’ sono scandagliate da giorni. Non è possibile escludere che l’ex membro dei Proletari armati per il comunismo (Pac), condannato nel nostro Paese a scontare due ergastoli, possa aver lasciato il Paese. Riuscendo questa volta a sfuggire ai controlli, a differenza di un anno fa (quando venne arrestato dopo aver tentato di entrare in Bolivia).

La lotta contro il tempo degli avvocati dell’ex terrorista dei Pac

La caccia a Battisti diventa sempre più difficile, man mano che le ore scorrono via. I suoi avvocati spingono affinché il Tribunale superiore federale esamini il ricorso contro il decreto di Temer e contro l’ordine di arresto ‘preventivo’ emanato dal giudice Luis Fux. Ma entro 48 ore, il Sft terrà la sua ultima sessione plenaria prima della lunga pausa. I tempi, quindi, sono stretti. Chi si mostra ottimista è l’ambasciatore italiano in Brasile, Antonio Bernardini: “Abbiamo fiducia nella polizia brasiliana: lo hanno già preso tre volte, non vedo perché non dovrebbero prenderlo una quarta”.

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