Kimi Antonelli sta vivendo una stagione da dominatore in Formula 1. Con un vantaggio di 81 punti sul compagno di squadra e otto successi stagionali a nove gare dalla fine del campionato, il ventenne italiano della Mercedes ha il titolo mondiale nel mirino, ma senza dare nulla per scontato.
Nonostante i numeri impressionanti, Antonelli ha adottato un approccio cauto, facendo suo il celebre motto di Yogi Berra: “Non è finita finché non è finita”. Il suo obiettivo è stato dichiarato con chiarezza: chiudere la partita per il Mondiale il prima possibile. Per farlo, la strategia è quella di concentrarsi su una gara alla volta, con l’intenzione di provare a vincerle tutte.
Il pilota ha trascorso un breve periodo di riposo dopo le vittorie consecutive ottenute a Monza e Madrid. Ha riconosciuto con onestà che il successo in Spagna è stato in parte favorito dalla fortuna, a causa dell’ingresso di una Virtual Safety Car che ha penalizzato il suo rivale Norris. “Una vittoria è sempre una vittoria, ma il gusto di sudarsela è tutt’altra cosa”, ha ammesso.
Il riposo è stato comunque attivo, tra eventi di marketing per il team, allenamenti intensi e qualche giro in pista con una Mercedes GT3 a Misano, un’attività che il pilota considera sia un divertimento sia un’efficace forma di training per non perdere il ritmo di gara.
Ora l’attenzione si sposta sul Gran Premio di Baku, primo di un tour de force che prevede sei appuntamenti nelle prossime sette settimane. “Penso sia una pista dove possiamo andare bene come squadra”, ha spiegato Antonelli. La Mercedes si è dimostrata competitiva nelle curve lente, ma a Baku ci saranno variabili decisive come il forte vento, previsto con raffiche fino a 50 km/h, e l’importanza della scia in qualifica. Il pilota terrà d’occhio anche gli aggiornamenti annunciati dalla Red Bull.
Per le novità tecniche della sua Mercedes, invece, si dovrà attendere il Gran Premio della Malesia. “Finalmente! È dal GP del Canada che non portiamo un pacchetto importante”, ha commentato Antonelli. Il pilota ha già provato gli sviluppi al simulatore con sensazioni positive, ma attende il riscontro definitivo della pista di Sepang, un circuito nuovo per la maggior parte dei piloti della griglia attuale.
Dopo la Malesia, il calendario prevede Singapore, sede dell’ultimo weekend con formato Sprint della stagione. Antonelli ha espresso un parere ambivalente su questo formato: pur trovandolo divertente, ha manifestato dubbi sulla sua adeguatezza per ogni tracciato. In particolare, non si è detto convinto dell’introduzione della Sprint a Monaco dal prossimo anno, temendo che possa snaturare l’unicità di un weekend dove ogni sessione è fondamentale.
Per affrontare un finale di stagione così frenetico, la preparazione è stata meticolosa, con un programma di allenamento mirato e una gestione logistica ottimizzata. Riguardo alle voci degli avversari che lo danno già per campione, Antonelli ha risposto con una battuta: “Lo dicono così mi tirano le macumbe”. Ha concluso ribadendo di essere concentrato unicamente sul proprio lavoro e sulla sua posizione di vantaggio, che “non scambierei certo con quella dei miei avversari”.








