AstraZeneca, Di Lorenzo: “Vaccino sicuro, basta tirare l’Ema per la giacchetta”

L'intervento del presidente e dell'ad dell'Irbm di Pomezia

Foto Cecilia Fabiano/ LaPresse

MILANO – “Non commento le scelte della Commissione e dei governi europei”. Così a ‘La Stampa’ Piero Di Lorenzo, presidente e ad dell’Irbm di Pomezia, ‘culla’ del vaccino di AstraZeneca. Che cosa è successo? “Molte cose che hanno condizionato fortemente prima la produzione e poi la distribuzione. Un insieme di eventi che hanno messo a dura prova lo sforzo titanico che AstraZeneca ha messo in campo per produrre tre miliardi di dosi nel 2021 e non certo per ingordigia, visto che vende al prezzo del costo industriale…”.

Di Lorenzo prosegue: “Ema, tirata per la giacchetta senza sosta dal 29 gennaio, giorno in cui ha approvato il vaccino, è stata costretta a ribadire ogni due, tre giorni, che il siero AstraZeneca era ed è efficace e sicuro come tutti gli altri prodotti validati. Alla fine ha riaffermato ancora una volta che al momento nulla autorizza a sostenere che ci sia un nesso causale con gli eventi trombotici. Sottolineando che ovviamente l’attività di farmacovigilanza continua con doverosa attenzione e scrupolosità”.

L’intervento del presidente e dell’ad dell’Irbm di Pomezia

Secondo il presidente e ad di Irbm, “è inutile disquisire di un fatto che allo stato non è suffragato da alcun elemento degno di nota”. E ancora: “I cittadini devono fidarsi perché il sistema di farmacovigilanza dei Paesi europei è assolutamente valido. Il tempo impiegato per la scoperta dei vaccini è stato da record. Ma solo perché sono stati inseriti nel sistema tantissimi soldi ed è stato coinvolto un numero incredibile di scienziati e Centri di ricerca”.

Di Lorenzo poi continua: “I Paesi nei quali AstraZeneca concentra la maggiore capacità produttiva sono Inghilterra, India ed Usa, che hanno adottato politiche protezionistiche nell’esportazione dei vaccini. Confido nel prestigio e nel peso internazionale del nostro presidente del Consiglio, che sono certo riuscirà a sbloccare queste limitazioni affinché in Italia possano arrivare al più presto le dosi necessarie”.

(LaPresse)

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