Aversa, sfregio ai Cappuccini: sversa rifiuti edili dove lo Stato ha bonificato. Colto in flagrante, sequestrata l’auto e ritirata la patente

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AVERSA – Un affronto alla legalità, uno schiaffo a un territorio che con fatica immane cerca di risorgere dalle ceneri dei roghi e dell’inquinamento. Non si può descrivere altrimenti quanto accaduto ieri pomeriggio ad Aversa, nella martoriata località “Cappuccini”, dove un uomo è stato sorpreso in flagranza di reato mentre scaricava rifiuti speciali, proprio in una delle aree recentemente bonificate con un imponente sforzo istituzionale. Un gesto di arroganza criminale, compiuto in pieno giorno, che dimostra come la battaglia per l’ambiente in Terra dei Fuochi sia ancora lungi dall’essere vinta.

La località “Cappuccini” non è un luogo qualunque. Per anni è stata una discarica a cielo aperto, simbolo del degrado e dell’illegalità. Solo di recente, grazie all’incisiva azione del Commissario Unico per la bonifica, il Generale di Divisione Giuseppe Vadalà, l’area era stata restituita alla comunità, liberata da tonnellate di veleni e rifiuti. Un intervento che ha richiesto ingenti risorse pubbliche e che ha rappresentato un faro di speranza. Proprio per questo, la zona è da mesi sottoposta a un rigido protocollo di sorveglianza, un presidio costante che vede impegnati Carabinieri, Esercito Italiano e Polizia Locale. Un deterrente che, evidentemente, non spaventa tutti.

È in questo contesto che si inserisce l’operazione dei militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Marcianise. Durante un servizio di pattugliamento mirato proprio al contrasto degli ecoreati, la loro attenzione è stata catturata da una scena surreale: il conducente di una Fiat Idea, con una tranquillità disarmante, stava scaricando sul terreno nudo dei rifiuti ingombranti che trasportava sul portapacchi. L’intervento è stato immediato. I militari hanno bloccato l’uomo, identificandolo e procedendo al controllo del materiale abbandonato. Si trattava di rifiuti speciali non pericolosi, con ogni probabilità scarti provenienti da lavori di ristrutturazione edile: calcinacci, vecchi sanitari e altro materiale di risulta.

Per l’uomo, colto con le mani nel sacco, le conseguenze sono state pesanti e immediate. I Carabinieri Forestali hanno proceduto al sequestro penale dell’autovettura, la Fiat Idea utilizzata per commettere il reato ambientale, considerata a tutti gli effetti corpo del reato. Il responsabile è stato quindi deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord. Le accuse sono precise e circostanziate: abbandono di rifiuti speciali non pericolosi e, non meno grave, il trasporto illecito degli stessi, effettuato con un veicolo privato non iscritto all’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali, l’unico registro che autorizza a movimentare questo tipo di materiali.

Ma non è finita qui. In applicazione delle nuove e più severe normative in materia di reati ambientali, i militari hanno applicato anche la sanzione accessoria del ritiro immediato della patente di guida. Il documento sarà ora trasmesso alla Prefettura di Caserta, che disporrà un periodo di sospensione che, secondo la legge, può variare da un minimo di sei mesi fino a un massimo di un anno. Un colpo durissimo che mira a scoraggiare futuri emulatori.

L’operazione conferma la linea della tolleranza zero adottata dalle istituzioni. Proteggere le aree bonificate è una priorità assoluta, un dovere verso i cittadini e un segnale inequivocabile a chi pensa di poter continuare a inquinare impunemente. La vigilanza resta alta, perché ogni metro di terra restituito alla legalità deve essere difeso con le unghie e con i denti.

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