La vittoria ottenuta in rimonta contro il Senegal ha garantito al Belgio la prosecuzione del suo cammino nel torneo, ma non ha placato le tensioni che serpeggiano all’interno dello spogliatoio. Il successo ha portato sollievo e ha scongiurato un’eliminazione prematura, ma al tempo stesso ha messo a nudo le difficoltà croniche di un insieme di talenti straordinari che non riescono ancora a legare come collettivo. Il clima rimane teso e le scelte del commissario tecnico Garcia saranno decisive.
I segnali di nervosismo sono stati palesi e preoccupanti. La rabbia plateale di Jérémy Doku al momento della sostituzione non è passata inosservata, un gesto di frustrazione che ha fatto eco a un episodio simile occorso al milanista Alexis Saelemaekers in una gara precedente. A destare maggiore allarme è stato però il litigio avvenuto in campo aperto tra Leandro Trossard e Youri Tielemans, una discussione accesa che ha rivelato una mancanza di coesione e serenità proprio durante le fasi più delicate del gioco.
Al centro di queste dinamiche complesse si trova la figura di Kevin De Bruyne. Il trequartista, che come altri compagni di nazionale proviene da una stagione non semplice a livello di club, è diventato un vero e proprio caso. Sostituito sistematicamente in tutte le partite disputate, il suo rendimento è apparso al di sotto dei suoi standard. L’episodio chiave si è verificato contro il Senegal: una volta uscito De Bruyne, Tielemans ha avuto la libertà di avanzare, sfruttando le sue doti di incursore e incidendo in modo più efficace sulla manovra.
Questo scenario pone il ct Garcia di fronte a un bivio tattico e psicologico. Da un lato, il tecnico francese ha sempre difeso il suo giocatore, etichettandolo pubblicamente come “un genio del calcio” e un elemento insostituibile per la sua visione. Dall’altro, i fatti dimostrano che la squadra potrebbe trovare un equilibrio diverso e forse più funzionale senza la sua stella a pieno regime. La pressione è enorme, anche perché il contratto del selezionatore è in scadenza e il suo futuro dipenderà molto dal risultato finale.
Il prossimo impegno contro gli Stati Uniti assume così i contorni di un esame cruciale. Garcia confermerà la fiducia al suo numero dieci, rischiando di sacrificare l’assetto tattico che è parso più efficace? Le indiscrezioni più recenti assicurano che De Bruyne giocherà dal primo minuto, ma il dubbio rimane.
L’allenatore può comunque rivendicare un primo, importante risultato. Il suo predecessore, Roberto Martinez, aveva concluso la sua avventura con l’eliminazione ai gironi in Qatar, sancendo di fatto la fine di un ciclo. Garcia, invece, è ancora in corsa per guidare quelli che potrebbero essere gli ultimi, decisivi acuti della “generazione d’oro” del calcio belga. Il difficile, però, inizia adesso: trasformare un gruppo di solisti scontenti in un’orchestra capace di puntare alla vittoria finale.










