Bergeggi: l’apnea per la tutela del Mediterraneo

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Tutela marina
Tutela marina

La campionessa mondiale di apnea Alessia Zecchini si è immersa in free diving nelle acque dell’Area Marina Protetta di Bergeggi, in Liguria. L’iniziativa è stata organizzata per lanciare un appello in difesa del Mediterraneo insieme a Greenpeace Italia e Blue Marine Foundation.

Le due organizzazioni hanno diffuso un video che mostra l’atleta nuotare tra branchi di saraghi, cernie e corvine che popolano il sito marino. Nelle immagini, Zecchini scende in profondità fino a un cartello posato sul fondale con il messaggio: “Non serve andare più a fondo, serve fermarsi in tempo. Proteggiamo il 30% del mare entro il 2030”.

«È arrivato il momento di fare qualcosa di più per il nostro mare», ha affermato Alessia Zecchini. «Bisogna ampliare i luoghi in cui i pesci e le altre specie possano sentirsi protetti e riprodursi, sanzionare chi viola le leggi e regolamentare la pesca». La campionessa ha poi ricordato come la fauna sia diminuita drasticamente: «Vicino alla costa non c’è quasi più niente. Il mare mi ha insegnato il rispetto, le istituzioni dovrebbero difenderlo di più».

Secondo le stime di Greenpeace, in Italia la situazione è critica. Appena l’1% del mare è sottoposto a misure di tutela efficaci e solo nello 0,04% è vietata ogni attività, inclusa quella alieutica. Il Paese è quindi ben lontano dall’obiettivo internazionale 30×30, che prevede la salvaguardia di almeno il 30% dei mari entro la fine del decennio.

Per raggiungere questo traguardo, l’Italia dovrebbe sottoporre a misure di conservazione altri 102 mila chilometri quadrati di mare, ovvero circa 14,5 mila chilometri quadrati all’anno in più da qui al 2030.

Per contribuire a questo scopo, Greenpeace Italia e Blue Marine Foundation hanno avviato il progetto “AMPower”. L’iniziativa promuove l’ampliamento delle Aree Marine Protette (AMP) e una gestione efficace dei siti Natura 2000, i cosiddetti Siti di Importanza Comunitaria (SIC), che in Italia sono spesso protetti solo sulla carta.

Al programma, che prevede monitoraggi scientifici e un dialogo con il Ministero dell’Ambiente e le Regioni, hanno già aderito le AMP di Bergeggi (Liguria), Torre Guaceto (Puglia), Asinara (Sardegna) e Punta Campanella (Campania). Sono state inoltre avviate interlocuzioni con Porto Cesareo (Puglia) e Ventotene (Lazio).

«Il mar Mediterraneo ospita una biodiversità straordinaria, ma è anche uno dei più sfruttati dalla pesca e subisce gli effetti di cambiamento climatico e inquinamento», ha dichiarato Valentina Di Miccoli, della campagna Mare di Greenpeace Italia. «Supportare le AMP, chiedendo adeguati finanziamenti, è essenziale per prevenire il collasso ecologico e raggiungere l’obiettivo del 30%».

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