VILLA DI BRIANO – Non si ferma la stretta dell’Arma dei Carabinieri sul mercato degli stupefacenti nell’Agro Aversano. Un’altra operazione mirata, condotta con acume investigativo e rapidità, ha inferto un nuovo colpo alla rete dello spaccio locale. Nel primo pomeriggio di oggi, lunedì 15 giugno 2026, i militari della Stazione di Frignano hanno fatto scattare le manette ai polsi di una donna di 46 anni, di origini nigeriane, residente nel cuore di Villa di Briano. L’accusa, pesantissima, è quella di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
L’operazione è maturata nell’ambito dei quotidiani e capillari servizi di controllo del territorio, intensificati proprio per arginare i reati connessi alla diffusione della droga. Da qualche tempo, l’attenzione dei Carabinieri si era concentrata su un’abitazione del centro cittadino, teatro di un anomalo e continuo viavai di persone a diverse ore del giorno e della notte. Un movimento sospetto che non è sfuggito all’occhio esperto dei militari, i quali hanno deciso di vederci chiaro, ipotizzando che dietro quel portone si celasse un’attività illecita.
Una volta raccolti sufficienti elementi, è scattato il blitz. I Carabinieri hanno bussato alla porta della 46enne e, una volta all’interno, hanno dato corso a una meticolosa perquisizione domiciliare. I sospetti hanno trovato immediata e concreta conferma. Ben occultati ma non abbastanza da sfuggire al controllo, sono stati rinvenuti circa 50 grammi di marijuana. A fugare ogni dubbio sulla destinazione della sostanza non era solo il quantitativo, ma soprattutto la modalità di conservazione. La droga, infatti, era già stata suddivisa in numerose dosi, sigillate singolarmente all’interno di bustine di cellophane termosaldate, pronte per essere immesse sul mercato al dettaglio.
Ma le scoperte non sono finite qui. Proseguendo nel setaccio dell’appartamento, i militari hanno sequestrato anche tutto il materiale necessario per il confezionamento, a riprova di un’attività ben organizzata e tutt’altro che estemporanea. In un cassetto, inoltre, è stata rinvenuta una cospicua somma di denaro contante, pari a 900 euro in banconote di vario taglio. Gli investigatori ritengono che il denaro sia il diretto provento dell’attività di spaccio e, pertanto, è stato sottoposto a sequestro per i successivi accertamenti sulla provenienza.
Di fronte a un quadro probatorio così schiacciante, per la 46enne è stato inevitabile l’arresto. La donna, al termine delle formalità di rito, è stata dichiarata in stato di arresto e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stata tradotta presso la Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere, in attesa di comparire davanti al giudice per l’udienza di convalida.
L’intera operazione si inserisce in un più ampio dispositivo strategico predisposto dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Caserta, volto a smantellare le piazze di spaccio, sia grandi che piccole, e a rafforzare la percezione di sicurezza tra i cittadini, con un’attenzione particolare per le aree più vulnerabili ai fenomeni di microcriminalità.
È doveroso precisare, come da prassi, che il procedimento penale si trova ancora nella fase delle indagini preliminari. L’indagata è da considerarsi innocente fino a un’eventuale sentenza di condanna definitiva. La misura cautelare adottata è stata disposta in assenza di contraddittorio, che si svolgerà nelle sedi opportune davanti a un Giudice terzo, il quale valuterà la sussistenza delle accuse e la posizione della donna.















