Borsa, sprint delle banche a Piazza Affari: la migliore è Mediobanca

Tra i maggiori rialzi spicca Atlantia, che in chiusura segna un balzo dell'8,04% e 14,05 euro

TORINO – Il Ftse Mib ha chiuso oggi in buon rialzo (+1,47% a 17.011 punti) sulla scia della mossa di ieri della Bce e dei riscontri migliori delle attese dai sussidi di disoccupazione Usa che fanno sperare che il peggio sia alle spalle per il mercato del lavoro Usa. Nella settimana terminata lo scorso 18 aprile, sono salite di 4,4 milioni di unità. Portando il totale di chi è rimasto senza un lavoro per colpa del coronavirus a oltre 26 milioni di persone. Il numero dei lavoratori che hanno fatto richiesta per ottenere per la prima volta i sussidi è però diminuito.

In rialzo Atlantia e le banche

Tra i maggiori rialzi spicca Atlantia, che in chiusura segna un balzo dell’8,04% e 14,05 euro. Secondo il Corriere della Sera il Mise sarebbe pronto al confronto interno al governo. Se i tempi lo permetteranno il processo si potrebbe chiudere entro giugno. Giornata molto positiva per il settore bancario. Intesa Sanpaolo ha fatto la voce grossa chiudendo in rialzo del 3,45% a 1,38 euro, precedendo di poco Bper +3,36% a 2,212 euro, che ha digerito il via libera dell’assemblea di ieri a un aumento di capitale da 1 miliardo a servizio dell’acquisto di un pacchetto di 400-500 filiali che Intesa dismetterà nel caso in cui l’Ops su Ubi vada in porto. La migliore in assoluto è stata Mediobanca, che segna un rialzo del 6,37% a 5,128 euro. Molto bene a +2,71% Unicredit, che si attesta a 6,90 euro nonostante Equita abbia tagliato il prezzo obiettivo sul titolo del 41% a 9,8 euro.

Le stime sui titoli

Intanto ieri la Bce ha deciso che accetterà anche i bond sovrani e i corporate bond con rating ‘junk’ a garanzia della liquidità che eroga a favore del sistema finanziario. Una sponda importante per Paesi come l’Italia che potrebbero vedere il loro rating scendere sotto il livello investment grade.

Gli analisti di Equita stimano che le banche italiane quotate hanno un’esposizione verso la Bce, in gran parte rappresentata dal programma di liquidità Tltro, per circa 158 miliardi di euro. Le banche hanno 320 miliardi di ulteriori asset adatti per il rifinanziamento (al netto di un eventuale haircut, una possibile ristrutturazione del debito pubblico). Di cui la maggior parte (circa 140 miliardi) rappresentati da titoli di stato domestici, che in caso di bocciatura a junk, spazzatura, da parte di tutte le agenzie di rating secondo le regole precedenti e senza deroghe ad hoc, non avrebbero potuto essere stanziati come collaterale. Infine, chiusura in lieve rialzo per lo spread tra Btp e Bund tedesco che si attesta a a 243 punti base. Con il rendimento del decennale italiano al 2% sul mercato secondario.

(LaPresse/Finanza.com)

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