Braccio di ferro tra Italia e Malta per la nave Diciotti: in 177 a bordo

Il Ministro Salvini non sembra più disposto ad accogliere altri migranti su suolo nazionale

Foto Stefano Cavicchi / LaPresse
Di Donatella Di Nitto

ROMA (LaPresse) – È ancora braccio di ferro tra Italia e Malta, mentre la nave Aquarius resta ‘tra color che son sospesi’ come in un girone dell’Inferno dantesco. La situazione per l’imbarcazione della Ong, sembrava essersi sbloccata martedì 14 agosto. Quando i suoi 141 migranti a bordo (73 minori, di cui 67 non accompagnati) erano stati fatti sbarcare a Malta. Con l’impegno di una distribuzione equa tra sei paesi dell’Unione europea. Anche l’Italia si era resa disponibile ad accogliere 20 persone, ma scoppia il caso della nave Diciotti.

La nave della guardia costiera italiana la notte tra mercoledì e giovedì soccorre un barcone con 190 migranti a bordo e con il motore in avaria. Il comando italiano si attiva immediatamente per far sbarcare 13 persone per ragioni sanitarie, lasciandone 177 a bordo. La situazione tra i naufraghi è drammatica. Sette persone necessitavano di soccorso medico urgente e sono state evacuate (nel caso dei minori, assieme ai familiari).

Di questi, tre bambini sono affetti da scabbia, una donna ha avuto un aborto spontaneo, un uomo ha la linfedema. Un altro ha forti dolori addominali e un altro ancora è in stato di collasso. Il salvataggio, secondo quanto si apprende, è stato coordinato dalle autorità di Malta, che ha fornito al barcone, prima che giungesse la Diciotti, acqua, cibo e giubbotti di salvataggio. La Diciotti, chiede quindi alla Valletta di destinargli un porto sicuro a Malta, visto che si trovano nell’area Sar dell’isola. Il niet da Malta e l’ipotesi di accompagnare lo sbarco della Diciotti in Italia fa saltare il banco.

A fronte della disponibilità del nostro governo per accogliere non più di venti immigrati che erano a bordo della Aquarius, in queste ore i partner europei pensano di lasciare sola l’Italia. Rifilandole un barcone con 170 persone” fa sapere il Viminale. “Se è davvero questo il tentativo, Roma rimetterà in discussione la possibilità di partecipare alla redistribuzione delle persone che erano a bordo dell’Aquarius. Così come annunciato da Malta nelle ultime ore“.

Già in mattinata il ministro dell’interno, Matteo Salvini aveva posto alcuni paletti

Nelle ultime ore sono stato in mezzo a gente stupenda in Sicilia, in Calabria e a Genova. Ma in Europa non cambiano mai…”. “È mio dovere informarvi che un barcone con 170 immigrati a bordo, ora in acque maltesi e in difficoltà, viene bellamente ignorato. Anzi viene accompagnato verso le acque italiane, dalle autorità maltesi – prosegue -. Se questa è l’Europa, non è la mia Europa. L’Italia ha già accolto, e speso, abbastanza. Sia chiaro a tutti, a Bruxelles e dintorni. Punto“. “Dopo aver accolto via mare 700mila immigrati in pochi anni, penso che l’Italia abbia già fatto il dovere suo, e anche di altri” taglia corto Salvini.

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