Callejon lo ‘sceneggiatore’: elogio di un top player silenzioso

L'editoriale di Oscar Di Maio

Il campionato di Serie A del Napoli è iniziato con il botto. Al di là delle imperfezioni e sbavature, l’analisi tecnica la lascio agli esperti del pallone, Fiorentina-Napoli ci ha regalato tante emozioni, tante giocate e un’ora e mezzo di pure divertimento. La partita si era messa male, ci ha pensato Ciruzzo Mertens a tirare fuori dal cilindro la giocata che ha cambiato in meglio le sorti degli azzurri. Ma un elogio particolare lo merita Jose Maria Callejon. Furbo, scaltro, grande conoscitore dei tempi di inserimento e di difesa, attento. Non voglio perdermi nella retorica dell’antieroe, ma in questi anni forse abbiamo celebrato poco un numero 7 poco appariscente ma decisivo come un top player. Non è un caso se tre grandi allenatori come Rafa Benitez, Maurizio Sarri e Carletto Ancelotti, tutti con filosofie di gioco diverse tra l’altro, l’abbiano sempre schierato titolare negli 11 di partenza.

Perché Callejon è un calciatore indispensabile. Dalle colonne di questo giornale avevo paragonato i portieri alle spalle comiche: necessari e brillanti quanto i primi attori. Guardando la partita del numero sette del Napoli sabato sera, mi è venuta in mente una categoria che nello spettacolo e nel cinema è poco celebrata ma di importanza vitale per la buona riuscita di un film o di una commedia. Callejon è un grande sceneggiatore. Ecco, gli sceneggiatori: sconosciuti fra i registi, nel calcio gli allenatori, e gli attori, nel calcio i calciatori, sono forse l’architrave su cui poggiano gli spettacoli.

La partita di ieri si può così sintetizzare: i due lazzi del grande primo attore, Ciro, sono valsi due gol. La bellissima rete e l’incredibile assist che poi ha portato al gol Insigne. Ma la sceneggiatura, come spesso accade, l’ha scritta Callejon. E in teatro se una sceneggiatura non va te ne accorgi subito: meglio togliere tutto di mezzo. Le chiusure con i tempi perfetti, gli inserimenti che hanno mandato al manicomio gli avversari, il gol e quel taglio ‘subdolo’ per il secondo gol di Insigne. Chapeau.

Ma in generale, quelle sfoggiate sabato sono le caratteristiche ‘base’ dello spagnolo. Spesso si dice che Callejon non abbia i colpi. Ma il suo taglio classico è un colpo come un tiro da 40 metri, la sua rapidità di pensiero nello gestire ogni pallone è come un colpo di tacco. Insomma, senza perderci in chiacchiere: il numero 7 azzurro è un calciatore di indiscusso valore, un top player silenzioso che trova poco spazio sulle copertine di giornali e social. Ma vale più di tanti funamboli strapagato che dopo una paio d’anni fanno ‘la fine dei track’. Se fossi in Aurelio De Laurentiis, affiderei a Callejon la sceneggiatura del prossimo Natale a Castel Volturno.

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