La displasia dell’anca è una diffusa patologia ortopedica che colpisce i cani, in particolare quelli di taglia medio-grande e gigante. Consiste in una malformazione dell’articolazione dove la testa del femore non combacia perfettamente con la cavità del bacino. Questa instabilità provoca un’usura della cartilagine, dolore e, con il tempo, una grave artrosi.
Sebbene possa comparire in ogni cane, alcune razze sono fortemente predisposte. Tra queste figurano il Pastore Tedesco, il Labrador, il Golden Retriever, il Rottweiler, il Cane Corso e il San Bernardo. Anche Alano, Border Collie e Terranova presentano un rischio elevato. La genetica è il fattore scatenante principale, ma non l’unico.
Le cause sono infatti multifattoriali. Oltre all’ereditarietà, contribuiscono allo sviluppo della malattia una crescita troppo rapida del cucciolo, il sovrappeso, un’alimentazione non bilanciata e un’attività fisica eccessiva o scorretta durante i primi mesi di vita, quando le articolazioni sono più vulnerabili.
I sintomi più comuni includono difficoltà ad alzarsi, un’andatura ondeggiante e la tipica “corsa a coniglio”, in cui il cane muove insieme le zampe posteriori. Zoppia, dolore dopo l’esercizio e riluttanza a correre o salire le scale sono altri campanelli d’allarme che non vanno sottovalutati.
La diagnosi può essere confermata solo da un veterinario tramite visita e radiografie, spesso eseguite in sedazione. Una diagnosi precoce, consigliata già dopo i 15 mesi, è determinante per gestire la condizione. Le terapie vanno dal controllo del peso e fisioterapia nei casi lievi fino alla chirurgia in quelli più gravi. La prevenzione, tuttavia, resta l’arma più efficace.
1. Scegliere allevatori certificati: dato il forte peso della genetica, è fondamentale rivolgersi ad allevamenti che eseguono screening ufficiali per la displasia su anche e gomiti dei riproduttori. Questo è il fattore preventivo più importante.
2. Mantenere il peso forma: il sovrappeso aumenta enormemente lo stress sulle articolazioni, specialmente durante la crescita. È cruciale che il cucciolo cresca in modo graduale, mantenendosi snello per non sovraccaricare l’apparato scheletrico.
3. Curare l’alimentazione: utilizzare mangimi specifici per cuccioli di taglia grande aiuta a controllare l’apporto di calorie, calcio e fosforo. Vanno assolutamente evitate le integrazioni “fai da te” senza prescrizione veterinaria, che possono alterare il corretto sviluppo osseo.
4. Moderare l’esercizio fisico: durante la crescita, l’attività fisica deve essere controllata. Sono ideali le passeggiate al guinzaglio e il nuoto. Vanno invece limitati i salti ripetuti, le corse su superfici dure e l’uso continuo delle scale, per evitare traumi alle delicate articolazioni in via di formazione.











