L’Italia chiude al divieto di vendita della cannabis light

ROMA – L’Italia si oppone alla decisione del Consiglio superiore di Sanità (Css) di vietare la vendita della cannabis light. Lo afferma il neoministro della Salute, Giulia Grillo sottolineando che “la decisione è stata presa da un organo comunque consultivo”, e che poi “le scelte le fa il Governo”. Il ministro, dunque contro “una conclusione un po’ forte, visto che si tratta di un principio di precauzione e comunque di una quantità di sostanza attiva molto bassa”.

No alla chiusura dei canapa shop, si alla loro regolamentazione

E tra le decisioni, assicura, al momento “non c’è la chiusura dei canapa shop, casomai una loro regolamentazione”. “Sui numerosi campioni testati nei laboratori, solo in sei casi sono risultati valori in combinazione di Thc compresi tra lo 0,2 e lo 0,6%, che sono comunque limiti consentiti dalla legge”, spiega Grillo, secondo cui “la conclusione di chiedere il divieto di vendita sarà tutta da valutare alla luce di reali prove di nocività”.

No agli allarmismi

“Agli italiani che ieri hanno letto un po’ di notizie allarmistiche dico comunque di stare tranquilli”, ha ribadito Grillo. Il divieto “non è in discussione – ha specificato – casomai sarà necessaria una regolamentazione del settore. Lo dico anche ai tanti cittadini che mi hanno inviato mail allarmate e che dopo aver investito in un’attività dichiarata legale da una legge del 2016 non possono ora pagare il prezzo per una mancata regolamentazione”.

Si al divieto di vendita ai minori e alla task force

Per il ministro M5S occorrerà inserire un divieto i vendita ai minori, “come è stato fatto per alcol e fumo di sigarette”. Sulla possibilità che nei negozi sia venduta anche marijuana non light, “i controlli sono fondamentali. Penso di potenziare il corpo specializzato dei Nas per creare una task force dedicata al controllo dei punti vendita”.

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