Carlos Alcaraz ha raggiunto un nuovo primato personale, quello per il più lungo periodo di assenza dai campi da gioco. Il tennista spagnolo, fermo dal 14 aprile a causa di un infortunio al polso destro, ha superato i 106 giorni consecutivi senza disputare un match ufficiale.
Questa lunga inattività ha avuto conseguenze significative sulla sua posizione nel ranking mondiale, dove è scivolato al numero 3. Durante questo periodo, Alcaraz ha dovuto rinunciare a due tornei del Grande Slam e a tre Masters 1000, incluso l’Open del Canada, lasciando un vuoto nel circuito professionistico.
Lo stop attuale ha superato di poco il precedente record di 104 giorni, registrato tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023. Quella pausa seguì un’annata straordinaria, culminata con la vittoria agli US Open e la conquista della prima posizione mondiale da teenager, il più giovane nella storia del tennis.
Il 4 novembre 2022, durante i quarti di finale del Masters 1000 di Parigi contro Holger Rune, fu costretto al ritiro per un problema addominale. Un successivo infortunio a un muscolo della gamba destra prolungò la sua assenza, facendogli saltare l’Australian Open. Nonostante ciò, Alcaraz tornò in campo il 16 febbraio 2023 a Buenos Aires, vincendo il torneo e dimostrando una grande capacità di recupero.
Nonostante l’incertezza sulle sue condizioni fisiche, il piano dello spagnolo e del suo team rimane focalizzato sul rientro per il Masters 1000 di Cincinnati, al via il 13 agosto. In Ohio, Alcaraz è campione in carica e deve difendere i 1000 punti conquistati nella precedente edizione, un fattore cruciale per la sua classifica.
Per prepararsi, ha ripreso gli allenamenti seppur con cautele, utilizzando una racchetta senza corde e con il telaio modificato per non sollecitare l’articolazione. La sua iscrizione al torneo è confermata, ma la decisione finale sul suo effettivo ritorno verrà presa solo nei prossimi giorni.
Cincinnati rappresenta un crocevia fondamentale per la sua stagione. Il torneo servirà non solo a testare la tenuta del polso in condizioni di gara, ma anche a ritrovare il ritmo in vista degli US Open. Un rientro diretto a New York, con match al meglio dei cinque set, sarebbe una sfida complessa dopo oltre quattro mesi di stop.
L’obiettivo è tornare in campo in modo competitivo per non perdere ulteriore terreno rispetto ai vertici. La storia di Alcaraz insegna che i periodi di pausa spesso lo hanno visto tornare più forte e motivato, e dopo lo stop più lungo della sua carriera, la sua determinazione sarà massima.






