Casal di Principe, spari contro “Casa don Diana”

Esplosi quattro colpi contro una finestra del primo piano e otto verso il ballatoio dell’edificio . Il Comitato: attendiamo fiduciosi l’esito delle indagini, andiamo avanti tranquillamente

CASAL DI PRINCIPE – Quattro colpi hanno raggiunto la portafinestra al primo piano, per un totale di otto pallini di quattro millimetri e mezzo rinvenuti sul balconcino.
E’ il bilancio dell’amara scoperta fatta ieri pomeriggio a Casa don Diana. Le munizioni sferiche, verosimilmente esplose da un’arma a gas, sarebbero state esplose dal bene confiscato contro la portafinestra del primo piano di Casa don Diana.

“Attendiamo fiduciosi l’esito delle indagini ma intanto andiamo avanti tranquillamente con il nostro operato. Stando ai primi riscontri dei Carabinieri di Casal di Principe i colpi sarebbero giunti dal bene confiscato situato accanto Casa don Diana. Qualcuno sarà entrato e avrà sparato. Abbiamo trovato i pallini a terra e questo ci ha insospettito pertanto abbiamo immediatamente allertato le forze dell’ordine. I carabinieri hanno effettuato le indagini balistiche che proseguiranno nei prossimi giorni. Il nostro stato d’animo è di preoccupazione: non tanto per il gesto in sé quanto per il clima che si sta alimentando in questi giorni, per quanto sta avvenendo nel nostro paese. Si sta aprendo un vero e proprio vuoto che ci preoccupa seriamente: il sindaco si dimette, partono gli abbattimenti, la camorra fa capolino sul territorio, e infine gli spari contro uno dei luoghi simbolo della nostra città”, ha affermato Salvatore Cuoci, coordinatore del Comitato don Peppe Diana.

Preoccupazione ma non certo volontà di indietreggiare lungo una strada costruita negli anni all’insegna della legalità, della memoria e della giustizia.
“Sentiamo forte il dovere di rasserenare quanti si recano in sede: giovani, associazioni, cittadini. Continueremo ad operare perché la nostra mission, i nostri obiettivi sono molto più forti degli spari. Non ci possono scalfire dei colpi d’arma né abbiamo intenzione di arretrare. Casa Don Diana resta aperta”, ha affermato il coordinatore Cuoci.

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