Massimo Cellino, dopo l’esperienza al Brescia, si è allontanato dal calcio attivo ma non ha dimenticato il suo profondo legame con Massimiliano Allegri. È stato proprio l’ex presidente del Cagliari, nel 2008, a lanciare il tecnico livornese in Serie A, scegliendolo per la panchina rossoblù e difendendolo a spada tratta nonostante un inizio disastroso.
Cellino ha ricordato quell’intuizione: “Ci ho parlato e mi è subito piaciuto: ha idee chiare, le sa esporre bene, è un uomo di calcio”. Ha rammentato di averlo protetto dopo cinque sconfitte consecutive. “Se non avesse avuto un presidente come me, magari lo avrebbero rimandato a casa e adesso farebbe il preparatore atletico”, ha aggiunto con ironia. Secondo lui, il problema iniziale non era l’allenatore, ma una squadra distratta da altre dinamiche, poi normalizzatasi.
L’ex dirigente è poi passato ad analizzare il periodo complesso di Allegri al Milan, offrendo un consiglio diretto e senza filtri. “A Massimiliano dico di rimettersi a fare l’allenatore e di non rompere le scatole su altri temi”. La critica principale riguarda le recenti dichiarazioni sul mercato. “L’ho sentito fare riferimenti alla rosa da rinforzare e questo non è da lui. L’Allegri che conosco io sapeva lavorare con quello che gli davi, era capace di fare di necessità virtù”.
Per Cellino, l’attuale tecnico rossonero ha commesso l’errore di farsi distrarre, forse dalle voci su un suo futuro in Nazionale, complicando una qualificazione Champions che poteva essere raggiunta prima. “Con me come presidente, non si sarebbe distratto. Gli avrei detto: ‘Fai l’allenatore e non rompere'”.
Riguardo proprio alla panchina azzurra, Cellino ha espresso un’opinione precisa. Sebbene consideri Allegri e Conte i migliori per un club, per la Nazionale vedrebbe un altro profilo. “Serve un motivatore, uno psicologo. Per questo io prenderei Ranieri, che sotto l’aspetto della comunicazione e del rapporto con i giocatori è il massimo”. Ha sottolineato anche l’aspetto economico, ritenendo anacronistiche certe cifre per un ct.
Il messaggio finale per il suo pupillo è stato un invito a proseguire la sua avventura a Milano. “Per me non si deve muovere da lì perché ha la maglietta del Milan addosso. Fai il tuo dovere e resta. Sei bravo, lo sai che non mi sbaglio sugli allenatori: con il Milan vincerai ancora”, ha concluso, esprimendo anche la sua felicità per la salvezza raggiunta dal “suo” Cagliari.





