Centro migranti, il sindaco di Castel Volturno: “La nostra città merita attenzione come Caivano”

I commenti sulla decisione del governo di aprire un centro per i rimpatri degli stranieri tra Castel Volturno e Villa Literno.

Luigi Petrella, sindaco di Castel Volturno
Luigi Petrella, sindaco di Castel Volturno

“Aspettiamo l’ufficialità, aspettiamo di capire, se dovesse essere realmente realizzato sul nostro territorio, la capienza che avrà. Ad ogni modo, avremmo preferito non essere interessati dal progetto”: parole di Luigi Petrella, sindaco di Castelvolturno. Parole del primo cittadino di quel territorio che, probabilmente, accoglierà il centro di permanenza per il rimpatrio della Campania. Parole che non esprimono cautela e pochissimo entusiasmo. “È una città complessa. In tema di immigranti – ha ricordato la fascia tricolore – Castelvolturno ha già dato e sta dando ancora tanto. Riteniamo che contenga circa 20mila irregolari. Il fatto che in un’area periferica sorgerà una struttura che potrebbe accogliere altri immigrati, e poi c’è da capire di che cifre parliamo, non è una situazione da sottovalutare”.

Oneri e onori di questo probabile Cpr interesseranno inevitabilmente non solo la città del Litorale domizio, ma, verosimilmente, anche Villa Literno che rischia di averlo a un tiro di schioppo. “Da quello che ho capito, le amministrazioni locali potranno solo accettare queste decisioni. Sono mosse del Governo. Speriamo soltanto che, se dovesse essere realizzata, la struttura sia ben controllata, che non venga abbandonata. E che anzi – ha aggiunto il primo cittadino – possa facilitare, con la sua presenza, l’identificazione delle migliaia di irregolari che già si trovano sul Litorale”. Petrella attende dall’esecutivo nazionale, guidato dalla premier Giorgia Meloni, la stessa attenzione e le stesse risorse che sta impegnando per Caivano: “L’ho già detto e continuerò a ripeterlo. Castelvolturno non è da meno. Merita di essere al centro dell’azione del governo”.

Il ministro piantedosi: l’Italia pronta a un ruolo trainante in un action plan europeo

Non è solo una questione italiana, ma comunitaria. “E la nostra nazione – ha dichiarato ieri il ministro Matteo Piantedosi, a margine della conferenza sull’Alleanza globale contro i trafficanti a Bruxelles – è pronta ad assumere un ruolo trainante nell’iniziativa di un Action Plan europeo sui rimpatri”.

Il capo del Viminale è convinto che investire sui Cpr aiuti il territorio a liberarsi degli irregolari pericolosi e a renderlo più sicuro. “Questo piano sui rimpatri volontari – ha proseguito – potrebbe peraltro essere il primo passo verso un più ampio coinvolgimento delle agenzie onusiane. È mia convinzione, infatti, che occorra lavorare affinché questi organismi possano realizzare centri finanziati dall’Ue lungo le rotte migratorie principali”.

E che “in questi centri si potranno valutare le domande di protezione internazionale e favorire il rimpatrio dei migranti che non hanno titolo ad entrare in Europa. A livello interno – ha concluso – abbiamo approvato una legge che istituisce un reato autonomo contro i trafficanti con pene molto severe per i casi in cui i migranti muoiano o restino feriti”.

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