NAPOLI – La Corte di Appello di Napoli ha concluso il processo a carico di sei imputati, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata ai reati contro il patrimonio e di tre furti aggravati ai danni di tabaccherie nella provincia di Caserta. Il procedimento si è svolto davanti alla prima sezione della Corte e ha portato a una rimodulazione delle pene rispetto al primo grado, con diversi sconti rispetto alle richieste del pubblico ministero e alle condanne iniziali.
Secondo quanto ricostruito dalle indagini coordinate dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere e condotte dai Carabinieri della Compagnia di Caserta, il gruppo avrebbe agito in modo organizzato mettendo a segno tre colpi ai danni di rivendite di tabacchi nel casertano nei primi mesi del 2024. Le attività investigative, supportate da strumenti tecnici e dall’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza, hanno consentito di ricostruire le modalità operative dei furti e di individuare i presunti responsabili.
Il bottino complessivo è stato stimato in circa 50 mila euro, comprendendo sigarette, Gratta e Vinci e denaro contante, per un valore di oltre 33mila euro in merce e circa 5.500 euro in contanti sottratti nei singoli episodi. I furti hanno colpito esercizi commerciali situati a San Clemente (via Caprio), San Prisco (via Michele Monaco) e Maddaloni (via Francesco d’Assisi).
Gli imputati, tutti sottoposti agli arresti domiciliari, sono assistiti dagli avvocati Salvatore Impradice, Luigi Poziello, Stefano Vaiano e Giovanna Iodice e hanno visto definita la loro posizione in appello con riduzioni di pena o conferme parziali. In particolare, la Corte ha accolto in parte le argomentazioni delle difese, determinando una revisione delle pene inflitte in primo grado.
Per Ciro Catino Riccardi, residente a Napoli, la pena è stata rideterminata in 3 anni e 6 mesi di reclusione, rispetto ai 4 anni e 10 mesi del primo grado, mentre il pubblico ministero aveva richiesto 5 anni. Per Ciro Storto, originario di vico Limoncello, la condanna è stata fissata a 1 anno e 6 mesi, rispetto ai 2 anni e 2 mesi iniziali, a fronte di una richiesta dell’accusa di 2 anni e 6 mesi. Luca Gabella, residente a Barra, ha visto confermata la condanna a 2 anni di reclusione, con richiesta del pm a 2 anni e 6 mesi. Giovanni Cacace, anch’egli napoletano, è stato condannato a un anno e 6 mesi, in riduzione rispetto ai 2 anni e 2 mesi del primo grado. Per Davide Antinori, di Giugliano, la pena è stata ridotta a 2 anni e 6 mesi, rispetto ai 3 anni e 6 mesi precedenti e ai 4 anni richiesti dall’accusa. Infine, Giuseppe Aristarco ha riportato una condanna a 3 anni e 4 mesi, rispetto ai 4 anni e 8 mesi del primo grado.








