Cocaina nel pupazzo, spaccio a conduzione familiare: coppia in manette tra Portico e Capodrise

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PORTICO DI CASERTA – Un tenero pupazzo, di quelli che si trovano nelle camere da letto dei bambini, trasformato in un’insospettabile cassaforte per la droga. Un quaderno con nomi e cifre a testimoniare un giro d’affari che gli inquirenti ritengono cospicuo. Sembra la sceneggiatura di un film, invece è la cruda realtà scoperta ieri pomeriggio dai Carabinieri della Stazione di Macerata Campania, che hanno smantellato quella che appare come una fiorente attività di spaccio gestita da una coppia, arrestando un uomo di 31 anni e la sua convivente di 39.

Tutto ha avuto inizio da un controllo apparentemente di routine. Nel pomeriggio di ieri, 17 settembre, una pattuglia era impegnata in un servizio di controllo del territorio a Portico di Caserta. In via Diaz, i militari hanno intimato l’alt a una Renault Clio. Al volante c’era un cittadino di origine albanese, classe 1995, risultato senza fissa dimora in Italia. È stato il suo atteggiamento, un misto di nervosismo e insofferenza al controllo, a far scattare il “fiuto” investigativo dei Carabinieri. Quella che doveva essere una semplice verifica dei documenti si è trasformata in un’ispezione più approfondita del veicolo.

E i sospetti hanno trovato subito un primo, inquietante riscontro. All’interno dell’abitacolo, i militari hanno rinvenuto del materiale per il confezionamento e una sostanza da taglio, chiari indicatori di un’attività di spaccio ben avviata. Ma l’elemento decisivo è stato un foglio manoscritto, una sorta di “libro mastro” dello spaccio, con annotazioni contabili che, secondo una prima analisi, sarebbero di rilevante entità. A quel punto, il quadro investigativo si è fatto più chiaro: non si trattava di un piccolo spacciatore, ma di un tassello di una rete più strutturata.

L’operazione si è quindi spostata. Sulla base degli elementi raccolti, i Carabinieri hanno deciso di estendere la perquisizione all’abitazione nella disponibilità dell’uomo, un appartamento a Capodrise dove viveva con la sua compagna, una donna italiana di 39 anni. È qui che è stato scoperto il cuore dell’attività illecita. Nella camera da letto della coppia, occultati con un’ingenuità quasi disarmante all’interno di un morbido pupazzo, i militari hanno trovato 17,2 grammi di cocaina purissima, pronta per essere tagliata e suddivisa in dosi. Insieme alla droga, sono spuntati due bilancini di precisione e tutto il materiale necessario per il confezionamento, a conferma dell’ipotesi di spaccio.

Ma non è tutto. Durante la perquisizione domiciliare sono stati sequestrati anche un secondo quaderno, fitto di appunti riconducibili alla presunta contabilità dello spaccio, e la somma di 1.100 euro in contanti, suddivisa in banconote di vario taglio e ritenuta provento dell’attività criminale.

Al termine delle formalità di rito, la sostanza stupefacente, il denaro e tutto il materiale sono stati posti sotto sequestro. Per la coppia sono scattate le manette con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, entrambi sono stati posti agli arresti domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida con rito per direttissima. Come sempre in questi casi, è fondamentale ribadire che gli indagati sono da considerarsi innocenti fino a un’eventuale sentenza di condanna definitiva, e la loro effettiva responsabilità penale sarà accertata nel corso del procedimento giudiziario.

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