Il progetto tecnico di Cesc Fàbregas al Como ha imposto una selezione rigorosa, basata su un’identità di gioco precisa che non ammette deroghe. Molti giocatori, anche a fronte di investimenti economici significativi, non sono riusciti a integrarsi nel sistema e hanno lasciato il club o sono finiti ai margini della rosa.
L’ultimo addio illustre è stato quello di Alvaro Morata. L’attaccante spagnolo ha concluso la sua esperienza lariana con un bilancio di un solo gol in Coppa Italia e zero in campionato, decidendo di ripartire dalla Serie B spagnola con il Leganes. Un altro investimento che non ha dato i frutti sperati è stato Nicolas Kühn: acquistato nell’estate del 2025 dal Celtic per 19 milioni di euro, l’esterno tedesco non è mai entrato in sintonia con l’intensità richiesta dal tecnico.
La filosofia di Fàbregas è sempre stata chiara: l’adattamento al modello di gioco prevale sul valore economico o sul blasone del singolo atleta. Questa linea ha penalizzato anche Alieu Fadera, prelevato dal Genk per 5 milioni. Il lavoro in fase di non possesso e le letture tattiche chieste agli esterni si sono rivelati un ostacolo insormontabile per lui, che dopo un prestito al Sassuolo è stato ceduto nuovamente a titolo temporaneo al Cagliari.
Un altro nodo tattico cruciale è stato il ruolo del portiere, per il quale è un dogma la capacità di costruire l’azione con i piedi. Emil Audero, arrivato per essere il titolare e costato 6 milioni più tre contropartite tecniche, ha perso rapidamente il posto. Dopo essere stato superato nelle gerarchie da Pepe Reina, è stato girato in prestito prima al Palermo e poi alla Cremonese.
Il medesimo destino ha accomunato altri portieri. Il croato Nikola Cavlina, arrivato in prestito dalla Dinamo Zagabria, è stato restituito al club di provenienza e poi trasferito all’estero. Anche lo svedese Noel Törnqvist non ha convinto e si trova al centro di trattative per una cessione, con il Monza che ha mostrato interesse.
Al cortocircuito tecnico si sono poi aggiunti gli infortuni. Il caso più emblematico è stato quello di Raphaël Varane, il cui percorso al Como è stato compromesso fin da subito da problemi fisici insormontabili. La sfortuna ha colpito anche altri difensori come Alberto Dossena ed Edoardo Goldaniga, che oltre a faticare nell’adattarsi alla difesa alta di Fàbregas, hanno subito gravi stop.
Un discorso a parte merita Jayden Addai. L’ala olandese, costata 14 milioni dall’AZ Alkmaar, ha visto la sua ascesa interrotta dalla rottura del tendine d’Achille. A differenza di altri, però, il suo futuro a Como non è segnato: il giocatore si è ristabilito, è rientrato in gruppo e Fàbregas è intenzionato a concedergli una seconda opportunità.





