Conceição attacca il Milan: ‘Società non era forte’

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Cronache sport calcio
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Sérgio Conceição è tornato a parlare della sua esperienza sulla panchina del Milan, offrendo in un’intervista una lucida e schietta analisi dei suoi sei mesi in rossonero. L’allenatore portoghese non ha usato mezzi termini per descrivere le difficoltà incontrate, puntando il dito contro la debolezza strutturale della società di allora.

Il tecnico ha ricordato il suo arrivo, quando era stato chiamato per portare a termine un lavoro in cui il suo predecessore aveva trovato difficoltà. “Ho trovato un gruppo che voleva lavorare”, ha raccontato, sottolineando come l’impegno iniziale abbia portato a un trionfo immediato. “C’era la Supercoppa italiana in Arabia, abbiamo battuto Juve e Inter e l’abbiamo vinta. Sono comunque stati sei mesi positivi”.

Tuttavia, il clima è cambiato rapidamente dopo quel successo. Conceição ha individuato il punto di svolta in un pareggio contro il Cagliari, un risultato che secondo lui ha innescato una spirale di negatività. “Dopo la vittoria della Supercoppa, è bastato quel risultato perché cominciassero a girare voci su chi avrebbe preso il mio posto”, ha spiegato l’allenatore, evidenziando il dettaglio più critico: “E nessuno le ha smentite”.

Questa mancanza di supporto da parte della dirigenza è, secondo Conceição, la radice dei problemi successivi. Ha formulato un principio chiaro, basato sulla sua lunga esperienza nel calcio: “Se la società non è forte, lo spogliatoio non può essere forte”. L’instabilità ambientale, amplificata dai social media e dalla diserzione dei tifosi, si è riversata inevitabilmente sui calciatori, minando la serenità e le prestazioni del gruppo.

Per rafforzare la sua tesi, il tecnico ha fatto un paragone con la sua esperienza al Porto. “Lì era diverso, avevo un presidente che è rimasto in carica per decenni. La società è ben strutturata e organizzata”. Il passaggio al Milan ha rappresentato una sfida proprio per questa differenza di contesto, in un club abituato storicamente a vincere ma che in quel momento viveva una fase di incertezza dirigenziale.

L’intervista ha toccato anche altri temi. Conceição si è detto orgoglioso del figlio Francisco, elogiando il lavoro di Luciano Spalletti con lui e con la squadra. Ha poi condiviso un ricordo personale legato al “5 maggio 2002”, un momento difficile vissuto in panchina accanto a Ronaldo, con cui è rimasto amico. Infine, riguardo alla finale di Coppa Italia, ha ammesso una preferenza: “Il mio cuore batte un po’ più per la Lazio, la squadra con cui ho vinto di più da calciatore”.

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