Sabatini: la mia rivoluzione con Luis Enrique alla Roma

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Cronache sport calcio
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L’avventura di Luis Enrique alla Roma nella stagione 2011-12 è stata svelata da Walter Sabatini. In un’intervista al quotidiano spagnolo “As”, l’allora direttore sportivo giallorosso ha raccontato come scelse l’attuale tecnico del Psg, che a quel tempo guidava la squadra B del Barcellona. “Me lo suggerì Dario Canovi, un noto procuratore. Mi disse che Luis Enrique voleva tentare la fortuna all’estero”, ha spiegato Sabatini.

Per valutare il tecnico, Sabatini mandò in avanscoperta i suoi collaboratori Frederic Massara e Pasquale Sensibile, che tornarono “sorpresi ed entusiasti”. Prima di formalizzare l’offerta, il ds commissionò un dossier con tutte le dichiarazioni dell’allenatore. Una frase lo colpì: “L’importante non è la meta, ma il viaggio per arrivarci”. Questo lo convinse a volare a Barcellona, insieme a Franco Baldini, per incontrarlo a casa sua e formulare un’offerta che fu accettata.

L’arrivo di Luis Enrique a Roma, secondo Sabatini, “è stato una benedizione” non per i risultati, dato che la squadra arrivò settima, ma per l’etica del lavoro che portò. “Ha introdotto una mentalità nuova e rivoluzionaria. Giocatori come De Rossi venivano da me e dicevano: ‘In allenamento sviluppa così tanti concetti che mi sembra di non aver mai giocato a calcio'”. Daniele, pur essendo un campione del mondo, si sentiva come se stesse imparando di nuovo, era entusiasta.

Complesso è stato invece il rapporto con Francesco Totti. Luis Enrique, descritto come un uomo di principi e coerente, non esitò a relegarlo in panchina, attirandosi i fischi del pubblico. “Chiunque tocca Totti commette un peccato capitale. Luis Enrique sapeva che metterlo in discussione significava scavarsi la fossa, ma non ha tradito i suoi ideali”, ha affermato Sabatini. Nonostante ciò, i due si rispettavano: Totti lo soprannominò “Zichichi”, come il celebre scienziato, riconoscendone l’approccio meticoloso.

Al termine della stagione, la società propose al tecnico il rinnovo del contratto, ma lui rifiutò. “Credo si fosse offeso perché alcuni tifosi avevano insultato la sua famiglia vicino a casa sua. Non riuscì a tollerarlo e ci lasciò”, ha rivelato l’ex ds. Dopo l’esperienza romana, Luis Enrique si prese un anno sabbatico prima di passare al Celta Vigo.

Sabatini ha poi confermato un aneddoto sulla dedizione dell’allenatore: “Era tutto impegno e duro lavoro. Abitava all’Olgiata, più vicina a Formello che a Trigoria, e andava quasi sempre in bicicletta agli allenamenti”. Un’immagine che riassume perfettamente il suo carattere intransigente e la sua etica professionale.

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