Cop26, i leader mondiali a Glasgow. Il monito del principe Carlo: “Sul clima come in guerra”

Boris Johnson: “L'umanità ha esaurito il tempo per invertire la rotta sui cambiamenti climatici che minacciano il pianeta"

GLASGOW – “Dobbiamo pensare come a una guerra”. E’ il monito lanciato dal Principe Carlo in veste di co-reggente della Regina Elisabetta al Cop 26 dell’Onu sul clima che si sta tenendo nella capitale scozzese.

Al rappresentante britannico ha fatto eco il premier Boris Johnson: “L’umanità ha esaurito il tempo per invertire la rotta sui cambiamenti climatici che minacciano il pianeta – ha detto nel suo intervento in apertura dei lavori – : resta un minuto prima della mezzanotte, se non saremo seri qui e ora per i nostri figli sarà tardi. Dobbiamo passare dalle parole all’azione reale su carbone, automobili, denaro e alberi. Non è più tempo di speranze, obiettivi o aspirazioni, ma di impegni e scadenze concrete verso il cambiamento”. Gli incontri si concluderanno il 12 novembre prossimo.

Da parte del presidente britannico della CoP26, Alok Sharma, traspare un lieve ottimismo: si è dichiarato “cautamente fiducioso dei risultati emersi dal G20 di Roma in materia di impegni sui cambiamenti climatici”, con l’obiettivo fissato sul contenimento del surriscaldamento terrestre “non oltre 1,5 gradi in più entro la metà del secolo o vicino a quella scadenza. I giovani che protestano hanno tutto il diritto a essere arrabbiati – ha continuato – perché i leader del mondo collettivamente hanno finora fallito”, per cui “occorre fare di più”, con la “CoP di Glasgow, destinata a entrare nel vivo domani è l’ultima speranza migliore al riguardo”.

Secondo i media inglesi ad oggi sono 49 i Paesi a essersi impegnati a ridurre le emissioni nocive fino a garantire il tetto di 1,5 entro il 2050, mentre altri 40 hanno fatto sapere di volersi avvicinare a quella scadenza. Cina, India e Russia sembrano comunque legate come data di riferimento al 2060.

Saranno ““12,6 miliardi di sterline nei prossimi 5 anni di sterline che l’Inghilterra mette a disposizione per aiutare la transizione verso un’economia globale sostenibile, il taglio delle emissioni di carbonio, il contrasto dei cambiamenti climatici anche nei Paesi meno ricchi”. Ad annunciarlo è sempre Boris Johnson sottoscrivendo un aumento della cifra disponibile pari a un miliardo di sterline in più rispetto a quanto indicato nel 2019.

Il governo britannico ha inoltre sottolineato in una nota come “sia stato il primo Paese al mondo a fissare per legge l’impegno all’obiettivo delle emissioni zero entro il 2050, con un taglio del 68% già per il 2030; come abbia fatto grandi progressi verso l’azzeramento dell’energia prodotta dal carbone nel 2024, avendola ridotta al 2% del suo fabbisogno elettrico fin dal 2020 contro il 40% di un decennio fa; come si sia impegnato a mettere fine alla vendita di veicoli nuovi diesel o a benzina pure nel 2030 e come abbia triplicato i piani nazionali di rilancio verde attraverso la promessa di piantare 30 milioni di alberi sull’isola ogni anno fino alla scadenza delle legislatura attuale nel 2024”.

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