‘Sistema Caprio’, spuntano gli appalti a Castel Volturno e S. Maria La Fossa

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Cittadella scolastica a Castel Volturno
Cittadella scolastica a Castel Volturno

CASTEL VOLTURNO – Non sarebbe rimasto chiuso nelle carte dell’inchiesta né congelato alle vecchie gare finite sotto contestazione: il ‘Sistema Caprio’, secondo la Procura di Santa Maria Capua Vetere, avrebbe continuato a proiettare la sua ombra sugli appalti pubblici del territorio campano, attraverso società, consorzi e professionisti già comparsi nella ricostruzione degli investigatori. È su questo terreno che entrano nel ricorso presentato al Riesame anche due procedure recenti: la gara per la Cittadella scolastica di Castel Volturno, appalto da oltre 27 milioni di euro su un terreno confiscato alla camorra, e una gara da circa 8 milioni del Comune di Santa Maria la Fossa, poi annullata per la composizione della commissione e per la presenza di soggetti ritenuti rilevanti nell’indagine.

Va chiarito subito: queste due procedure non sono oggetto delle contestazioni principali formulate dal pubblico ministero Anna Ida Capone, quelle che avevano portato la Procura sammaritana a chiedere 32 misure cautelari nei confronti di altrettanti indagati, richiesta respinta dal gip Mauro Bottone. E, per quanto risulta, non ci sono amministratori o tecnici dei Comuni di Castel Volturno e Santa Maria la Fossa indagati per queste specifiche vicende. Ma le gare sono finite nelle annotazioni più recenti del Nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza di Caserta, allegate all’appello con cui il pm chiede al Riesame di rivalutare il no alle misure.

Il motivo è centrale nella strategia dell’accusa. La guardia di finanza non richiama quelle procedure per sostenere che siano già provate nuove turbative, ma per mostrare, secondo la lettura del pubblico ministero, che nomi, società e professionisti già emersi nell’inchiesta continuerebbero a comparire attorno ad appalti pubblici di peso. In altre parole, quelle gare servirebbero a sostenere l’attualità del pericolo: non la prova di un nuovo reato già contestato, ma l’indizio di una possibile ingerenza ancora viva nel sistema degli enti locali.

È qui che il discorso torna al cuore dell’indagine. Il presunto ‘Sistema Caprio’ prende il nome dagli imprenditori e fratelli Luigi, Francesco e Ubaldo Caprio, originari di Casal di Principe e indicati dagli inquirenti come i principali artefici di un meccanismo capace di muoversi tra imprese, consorzi, ditte esecutrici e subappalti. Secondo la Procura, diretta da Pierpaolo Bruni, il gruppo sarebbe riuscito ad aggiudicarsi lavori pubblici attraverso gare turbate, subappalti illeciti, falsi e presunte mazzette. Ma la sua forza non sarebbe stata solo nella rete imprenditoriale: il vero ingranaggio, per gli investigatori, sarebbe stato il rapporto stabile con tecnici e professionisti.

Ingegneri, architetti e geometri ritenuti vicini al gruppo avrebbero avuto, secondo l’accusa, un ruolo decisivo: alcuni nelle commissioni di gara, altri nella redazione delle offerte tecniche migliorative, altri ancora come punto di raccordo con gli uffici pubblici. È proprio questa ‘filiera’ tecnica che la Procura prova a rimettere al centro del ricorso.

Tra le vicende richiamate, come detto, c’è una gara europea bandita dal Comune di Castel Volturno: è quella per la realizzazione della Cittadella scolastica, su un lotto confiscato alla camorra. Un appalto da 27.620.626 euro, gestito tramite procedura telematica aperta da Asmel Consortile e da aggiudicare con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Alla procedura, secondo gli atti richiamati dalla Procura, avrebbero partecipato tre operatori: Fenix Consorzio Stabile con Conpat, Consorzio Unyon con Ubi Maior e Consorzio Itm con Fa.Mi.Ra. e Caramilello Costruzioni Generali.

A conclusione delle valutazioni tecniche la gara è stata aggiudicata al Consorzio Unyon-Ubi Maior, con un ribasso dell’11,07%. Anche qui, la procedura non viene trasformata in un capo d’imputazione. La finanza la inserisce però nel quadro degli accertamenti più recenti perché riguarda una gara milionaria e perché, nella prospettiva dell’accusa, si colloca nello stesso ambiente amministrativo e imprenditoriale osservato nell’indagine. I lavori per realizzare la cittadella stanno proseguendo regolarmente e non ci sono stati stop.

Ancora più esplicito è il passaggio dei finanzieri sulla gara di Santa Maria la Fossa. Nella nota della guardia di finanza del 18 luglio 2025 viene evidenziato che il Comune ha annullato una procedura a causa della composizione della commissione di gara e della presenza di soggetti risultati indagati. Tra le 25 ditte partecipanti, secondo gli atti, figuravano anche Casertana Costruzioni e Consorzio Fenix Scarl, che avrebbe indicato come ditta esecutrice Euro Strade Srl, società considerata rilevante nell’inchiesta.

Il dato che più pesa, nella lettura dell’accusa, riguarda però la commissione. Presidente era l’ingegnere Fabio Leonetti, mentre tra i commissari figurava l’ingegnere Matteo Iannotti: entrambi indicati dagli investigatori come professionisti vicini al gruppo Caprio e già presenti nella ricostruzione accusatoria. Per la Procura, questo incrocio tra società partecipanti e tecnici in commissione non sarebbe casuale, ma un elemento utile a sostenere che le modalità operative descritte nell’inchiesta potrebbero non appartenere soltanto al passato.

È su questo punto che il ricorso prova a colpire la valutazione del gip. Il giudice aveva respinto la richiesta cautelare anche ritenendo non concreto e attuale il pericolo di reiterazione. La Procura, invece, sostiene che le annotazioni più recenti dimostrino la permanenza di un rischio: società considerate ricorrenti nelle gare milionarie, ditte ritenute collegate al gruppo e professionisti già indicati come tecnici di fiducia continuerebbero, secondo l’accusa, a comparire in procedure pubbliche successive alle perquisizioni del 2022.

Il gip, come già detto, ha già respinto la richiesta di misure cautelari. Tutti gli indagati sono da ritenere innocenti fino a un’eventuale sentenza di condanna irrevocabile. Ora sarà il Riesame di Napoli, con l’iter che inizierà a giugno, a valutare se le nuove annotazioni della guardia di finanza possano rafforzare il quadro indicato dai pm.

Nel frattempo, le gare di Castel Volturno e Santa Maria la Fossa diventano un nuovo fronte del caso: non contestazioni autonome, ma tasselli che la Procura usa per sostenere che il presunto ‘Sistema Caprio’ non sarebbe stato solo una macchina del passato, ma una rete ancora capace di muoversi attorno agli appalti pubblici del territorio.

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