Isolato allo Spallanzani il nuovo coronavirus. Ma c’è la prima vittima fuori dalla Cina: superati i 14mila contagi. In serata il via al rimpatrio degli Italiani

Si tratta di un uomo di 44anni della Repubblica popolare giunto da Wuhan il 21 gennaio scorso insieme alla compagna

Foto Cecilia Fabiano/LaPresse 31 gennaio 2020 Roma (Italia) Cronaca Coronavirus conferenza stampa per la diramazione del bollettino medico all’ospedale Lazzaro Spallanzani Nella foto : Emanuele Nicastri Photo Cecilia Fabiano/LaPresse January 31 , 2020 Rome (Italy) News Press conference on coronavirus emergency in Lazzaro Spallanzani hospital In the pic : Emanuele Nicasrtri

PECHINO – Italiani pronti al rimpatrio. Dopo americani, giapponesi, francesi, inglesi e tedeschi, in serata i 67 connazionali dovrebbero partire dalla Cina ed arrivare domani mattina alle 8.15 all’aeroporto militare di Pratica di Mare a Roma. Poi verranno trasferiti alla Città militare della Cecchignola per due settimane di quarantena. Pochi italiani hanno deciso di restare in Cina. Anche l’Inghilterra ha scelto richiamare parte del personale dell’ambasciata in patria.

La buona notizia è arrivata in mattinata: “In queste ore è stato isolato il nuovo coronavirus dall’Istituto Spallanzani”. A dare l’annuncio è stato Roberto Speranza, ministro della Salute, durante una conferenza stampa all’Istituto Spallanzani di Roma.

Nel bollettino diramato dal centro, inoltre, è emerso che i due turisti cinesi risultati positivi al nuovo coronavirus “mantengono condizioni cliniche discrete pur presentando, entrambi, polmonite virale con interessamento alveolo interstiziale bilaterale”.  Altri 13 pazienti sono stati isolati nell’istituto e dimessi dopo il risultato negativo delle analisi. Per quanto riguarda le 20 persone che hanno avuto contatto con la coppia cinese positiva all’infezione, continuano ad essere osservate presso l’istituto Spallanzani. “Sono tutte in buone condizioni generali e la loro salute non desta preoccupazione”, assicurano i medici.

Prima vittima fuori Cina

Intanto si conta la prima vittima del coronavirus fuori dalla Cina: è successo nelle Filippine. Si tratta di un uomo di 44anni della Repubblica popolare giunto da Wuhan il 21 gennaio scorso insieme alla compagna. Intanto da parte del governo filippino era già scattato il divieto di viaggiare da e per la Cina, mentre per i connazionali di rientro molti dei quali lavorano in Cina o a Hong Kong è prevista una quarantena di due settimane. Intanto il bilancio del contagio continua ad aggravarsi: finora sono 130 i casi di contagio registrati al di fuori dalla Cina.

Ultimi dati

Provengono direttamente dalla Commissione sanitaria cinese e dicono di 304 morti (45 in più rispetto alla giornata precedente) e 14.380 casi (14.551 a livello globale), mentre altri 43mila sono sotto osservazione a Hubei. Le autorità di Wenzhou, la cittadina che finora ha registrato ben 241 casi nella provincia dello Zhejiang, costa Est della Cina, hanno deciso per lo stop ai trasporti obbligato i cittadini a restare a casa e una sola persona della famiglia a poter uscire per fare la spesa. Wenzhou, distante 800 chilometri da Wuhan, un numero più alto anche rispetto alla capitale Pechino o a Chongqing.

Stop ai violi

Per circoscrivere la pandemia limitando i contagi già molti Paesi hanno provveduto a stoppare i voli da e per la Cina. Dopo Italia, Stati Uniti, Australia e Filippine hanno bloccato per primi i voli a cui si è appena aggiunta anche la Malesia con Singapore il che ha adirato la Cina che ha sottolineato come i provvedimenti vadano oltre le raccomandazioni impartite dall’Oms, affermando: “gli amici si vedono nel momento del bisogno”.

L’urgenza

Pechino chiede aiuto: occorro ora più che mai materia le medico. L’unione europea ha fatto esplicita richiesta all’America di mascherine. Le autorità cinesi, intanto, abbattuto più di 20mila polli avendo rilevato il virus H5N1 dell’aviaria nella provincia centrale dell’Hunan.

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