Isvec e appalti, spunta il Comune di San Marcellino nelle carte dell’inchiesta sugli Zagaria

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Ottimo e Balestriere
Alfonso Ottimo e Ivano Balestriere

S. MARCELLINO – Non ha ruoli formali. Non risultano quote a lui intestate. Eppure, quando si parla della Isvec e delle scelte ritenute decisive per la società, Alfonso Ottimo, uomo d’affari di Frignano, secondo la ricostruzione dei carabinieri, c’è. Compare nei passaggi essenziali, dialoga con chi dell’azienda aveva invece la titolarità formale, cioè Ivano Balestriere. E tutto questo, per gli investigatori, contribuisce a tracciare il profilo del frignanese come quello di un vero e proprio socio occulto. È uno dei punti centrali dell’indagine della Dda di Napoli che, lo scorso marzo, aveva portato agli arresti, poi annullati dal Riesame, di Ottimo, di Balestriere, imprenditore di origini ischitane, di Franco Lombardi e di altri indagati. Il procedimento, coordinato dai pm Maurizio Giordano e Andrea Mancuso, ha coinvolto complessivamente 43 persone e ha acceso i riflettori sui rapporti economici che, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbero ruotato intorno al gruppo Zagaria.

Uno dei temi dell’inchiesta riguarda proprio la Isvec, società attiva nel settore dei rifiuti e cresciuta in poco tempo in provincia di Caserta. Per i carabinieri, quella crescita non sarebbe stata casuale. Gli investigatori ipotizzano che dietro l’espansione dell’azienda ci fosse anche la spinta del gruppo Zagaria, attraverso il ruolo attribuito a Ottimo e attraverso figure manageriali e operative come Lombardi, anche lui arrestato e poi scarcerato dal Riesame.

L’appalto a S. Marcellino

Una parte degli accertamenti si concentra quindi sui Comuni nei quali la Isvec è approdata con i propri servizi. È in questo quadro che, tra le carte dell’inchiesta, compare anche San Marcellino.
Una precisazione, però, è necessaria subito: l’appalto del Comune di San Marcellino non rientra tra le contestazioni dell’indagine della Dda sul clan Zagaria. Il nome dell’Ente emerge perché i carabinieri del Ros di Napoli, seguendo i rapporti tra Balestriere e Ottimo e ricostruendo l’operatività della Isvec sul territorio casertano, si imbattono anche nella vicenda relativa al servizio integrato di igiene urbana nel Comune dell’Agro aversano.

La Isvec era subentrata nella gestione del servizio dopo il Consorzio Res. Su quel passaggio gli investigatori annotano alcune conversazioni. Una risale al marzo 2023. Balestriere parla con Ottimo dell’appalto a San Marcellino. La chiacchierata come emerge dagli atti dell’inchiesta, è in parte coperta da omissis: diversi passaggi non sono riportati integralmente, circostanza che lascia intendere come alcuni aspetti siano stati ritenuti ancora da approfondire o comunque non divulgabili nella loro interezza alle parti coinvolte.

Nella porzione nota del dialogo, Balestriere informa Ottimo che alla società era stata fatta l’aggiudicazione e che era stato pagato il mese di gennaio. Il frignanese conferma di saperlo, spiegando di essere stato chiamato quella stessa mattina. Balestriere prosegue e riferisce che, dopo una telefonata ricevuta il giorno precedente, era stato mandato il presidente del Cda della Isvec a firmare.

Nelle intercettazioni spunta Virno

Il giorno prima di quella conversazione, i carabinieri annotano un contatto tra Balestriere e un’utenza intestata a Filippo Virno. Anche in questo caso la conversazione è in parte omissata, ma per gli investigatori, almeno nei passaggi conosciuti, andrebbe a confermare quanto Balestriere aveva poi riferito a Ottimo. È uno degli elementi che porta i militari a soffermarsi sulla figura di Virno – al tempo dirigente a S. Marcellino – e sui suoi rapporti con l’imprenditore di origini ischitane.

Il nome di Virno torna poi in un’altra conversazione, datata ottobre 2023. In quell’occasione Balestriere chiede a Ottimo se avesse incontrato una terza persona. L’uomo d’affari di Frignano risponde di aver ricevuto una telefonata il giorno precedente. Nel corso dello stesso scambio viene tirato in ballo un tecnico, che i carabinieri identificano in Filippo Virno, e viene citato anche un altro soggetto in relazione al Comune di San Marcellino. Balestriere aggiunge che in quel mese avrebbe chiuso una non meglio specificata “operazione”.
Su quest’ultimo soggetto i carabinieri non arrivano a una certezza assoluta: ipotizzano che possa trattarsi di un altro dipendente dell’Ente. Su Virno, invece, ritengono di poterlo identificare nell’allora responsabile dell’area Ambiente del Comune di San Marcellino. Anche qui va fissato un altro punto: Virno è estraneo all’indagine della Dda sul gruppo Zagaria.

Gli investigatori, tuttavia, decidono di approfondirne il profilo. E dalle carte emerge che il suo nome era già affiorato in un precedente filone d’inchiesta, ‘Scettro II’, nel quale compariva anche Franco Lombardi, indicato come procacciatore di appalti per conto della Isvec e della Log.Eco. Si tratta del filone confluito nell’indagine che aveva fatto scattare gli arresti. Quest’ultima società, secondo la lettura investigativa, avrebbe orbitato recentemente, seppure indirettamente, intorno agli interessi del gruppo Zagaria.
Virno, in Log.Eco, avrebbe avuto una partecipazione societaria dal 2009 al 2012, poi ceduta al padre di Franco Lombardi.
Non solo. I carabinieri evidenziano anche un altro rapporto professionale. Nel 2019 Virno avrebbe collaborato con Balestriere, curando la documentazione necessaria alla Isvec per partecipare ad alcuni bandi di gara. Un dato che, per gli investigatori, contribuisce a ricostruire un rapporto non occasionale tra i due.

Sempre secondo quanto riportato negli atti, almeno fino alla relazione investigativa redatta più di due anni e mezzo fa, Virno risultava socio unico della Primeco, società attiva nel settore della consulenza.
Dunque, nella lettura dei carabinieri, San Marcellino diventa uno dei Comuni osservati non perché l’appalto sia contestato nell’inchiesta antimafia, ma perché il percorso della Isvec in provincia di Caserta viene letto dentro un quadro più ampio: quello dei rapporti tra la società, Balestriere, Ottimo, Lombardi e le figure tecniche o amministrative incontrate lungo la strada degli affidamenti pubblici. È dentro questo tracciato che viene collocato il contatto con Virno e il riferimento al servizio di igiene urbana nel Comune.

Il caso Teverola

Accanto all’attenzione dei carabinieri sull’appalto di San Marcellino e sui rapporti lavorativi tra Virno e Balestriere, c’è poi un altro elemento investigativo, distinto dal procedimento della Dda. Si tratta di un’indagine condotta dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere. In questo caso San Marcellino non c’entra. Al centro c’è il Comune di Teverola, dove Virno è indagato per corruzione in concorso con la sorella Fabiola e con Ivano Balestriere.

Secondo l’ipotesi della Procura sammaritana, Virno, nella qualità di responsabile dell’area Tecnica del Comune di Teverola, avrebbe affidato alla Isvec e alla Vittoria, entrambe società riconducibili a Balestriere, il servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti. Gli affidamenti sarebbero avvenuti, secondo gli inquirenti, pur in presenza di cause di incompatibilità e di situazioni di conflitto di interessi. L’utilità che Virno avrebbe ricevuto, sempre secondo la contestazione della Procura di Santa Maria Capua Vetere, sarebbe consistita nell’assunzione della sorella presso la Omnia Consulting, società interamente partecipata dalla Balestriere Holding. Quest’ultima, a sua volta, risulta proprietaria della Isvec e detentrice del 73 per cento della Vittoria. In cambio di quella presunta utilità vengono contestati quattro affidamenti del Comune di Teverola: tre alla Isvec e uno alla Vittoria.

È un’indagine, quella della Procura di Santa Maria Capua Vetere, ancora in corso e, come per il procedimento della Dda, vale la presunzione di innocenza. Virno, Balestriere, Ottimo, Lombardi e gli altri soggetti citati devono essere considerati innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

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