Covid, Borghi: “La Lega deve votare contro la stretta, Draghi come Conte”

L'intervento del deputato leghista

Claudio Borghi (Foto Fabio Cimaglia / LaPresse)

ROMA – La Lega deve votare contro il decreto se non prevede aperture nelle regioni con i contagi “sotto controllo”? “Credo proprio di sì. Mi piacerebbe che ci fosse una approfondita discussione su decisioni che toccano la vita di milioni di italiani. Invece è tutto demandato ai tecnici, nelle cui cabine di regia non si raggiunge nemmeno l’unanimità”. Lo dice Claudio Borghi, deputato della Lega, in una intervista a Repubblica. “Vorrei che la decisione fosse politica. I numeri alla base delle decisioni non sono univoci. I cittadini hanno eletto me come loro rappresentante, e quindi provvedimenti così rilevanti devono passare attraverso il Parlamento” e invece, insiste, “I “chiusuristi” nei talk hanno trovato l’America”.

Secondo il leaghista “la cosa migliore sarebbe spazzare via la cabina di regia per riportare la decisione nelle commissioni parlamentari. È formata da tecnici del Ministero della salute e delle regioni. Non c’è neanche un deputato”. Draghi, spiega Borghi che comunque non si dice deluso dal premier, “per ora fa ancora un po’ come Conte. Ci sono studi secondo i quali non è vero che i ristoranti aperti producono più contagi. Sarebbe bello poterne discutere”.

(LaPresse)

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