Tommasi: Roma, Champions bella ma pericolosa

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Cronache sport calcio
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Damiano Tommasi, ex centrocampista di Roma e Verona e attuale sindaco della città veneta, ha analizzato il finale di stagione della Serie A. Presente allo stadio per la sfida tra le sue due ex squadre, ha espresso dispiacere per la sconfitta del Verona, sottolineando come la squadra, a suo avviso, non meritasse il risultato finale.

Il focus si è poi spostato sulla Roma, tornata in Champions League dopo sette anni. “È stato il risultato di un tecnico come De Rossi, che per avere efficacia ha bisogno di entrare nella testa dei giocatori”, ha affermato Tommasi, evidenziando il coraggio e la bontà del progetto giallorosso. “De Rossi ha avuto la capacità di motivare i senatori e giocatori come Pellegrini e Dybala, tenendo la barra dritta anche nei momenti difficili”.

L’ex mediano ha però messo in guardia sui pericoli della massima competizione europea. “La Champions è un torneo che fa paura, gli impegni sono oversize. Necessita di un progetto solido e di una rosa ampia e qualificata, altrimenti si rischia di pagare in campionato”. Secondo Tommasi, il nuovo formato è un mini torneo che lascia poco spazio per allenarsi.

L’analisi si è estesa anche alle altre big. “Mi ha sorpreso che il Milan abbia chiuso così male la stagione, nonostante non avesse le coppe”, ha commentato, aggiungendo sulla Juventus: “Quello è un mondo a parte, la pressione di dover vincere sempre può aver inciso”.

In ottica futura, Tommasi ha auspicato il rinnovo di Paulo Dybala. “Se sta bene, è un giocatore decisivo e ha dimostrato di tenere alla maglia. Con la Champions, la rosa deve avere più qualità e profondità, e prima di rinunciare a calciatori come lui c’è da pensarci bene”.

Infine, un commento su Romelu Lukaku, paragonato da alcuni a Gabriel Batistuta per il suo impatto. “Lukaku ha colto un’occasione unica. Il gol segnato a Verona dopo un rigore sbagliato dimostra la sua fame. Anche Batistuta aveva quello spirito, ma il suo effetto fu diverso: Gabriel era uno dei migliori al mondo e non doveva riscattarsi”.

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