Eusebio Di Francesco ha festeggiato la salvezza ottenuta con il Lecce, un traguardo che per l’allenatore assume il sapore di una rivincita personale. Dopo due retrocessioni consecutive con Frosinone e Venezia, questo successo rappresenta una liberazione da pensieri negativi e pregiudizi. “È una grande soddisfazione, ci voleva”, ha commentato il tecnico, che ha celebrato con la squadra, la società e la famiglia.
Nei mesi scorsi, l’allenatore ha dovuto convivere con un’etichetta difficile da scrollarsi di dosso. “Ricevevo elogi che mi davano coraggio, ma mi facevano anche passare per lo sfigato di turno”, ha spiegato Di Francesco, sottolineando come il pregiudizio sia stata la cosa più dolorosa. Per superare le difficoltà, si è affidato a una società specializzata nella valorizzazione delle risorse umane, un supporto che, insieme al lavoro sul campo, ha contribuito a migliorare la situazione. “Ora l’immagine l’abbiamo un po’ ripulita”.
Con la permanenza in Serie A è scattato il rinnovo automatico del suo contratto. Tuttavia, il futuro sulla panchina salentina non è ancora certo. “Ora mi prendo qualche giorno di tranquillità e poi mi vedrò con il club”, ha dichiarato l’allenatore. Ha espresso profonda gratitudine verso la società, dal presidente Sticchi Damiani ai direttori Corvino e Trinchera, per la fiducia e il supporto ricevuto durante l’anno. Un incontro nei prossimi giorni definirà i prossimi passi.
Analizzando la stagione, Di Francesco ha evidenziato l’orgoglio per le 10 vittorie ottenute in campionato, un risultato che eguaglia il record del suo mentore Zdeněk Zeman nel 2004-2005. Ha precisato, però, di non aver applicato un calcio “zemaniano”, ma di aver puntato su una squadra “sempre compatta ed equilibrata”.
Il momento chiave dell’annata è stato individuato nella vittoria in trasferta contro il Cagliari. “All’andata avevamo perso e avevo deciso di cambiare qualcosa tatticamente. Al ritorno mi sono reso conto di aver fatto gli accorgimenti giusti”, ha raccontato. Quella partita ha rappresentato la consapevolezza di aver trovato la quadra, unita a un pizzico di fortuna cercata con coraggio.
L’allenatore ha poi parlato del suo rapporto con i giocatori, sia attuali che passati. Ha rivelato che Matias Soulé è stato tra i primi a scrivergli dopo la salvezza matematica, un gesto che testimonia il legame con i talenti che ha lanciato. Ha menzionato anche Berardi e Daniele De Rossi tra coloro con cui ha mantenuto un ottimo rapporto.
Riguardo agli attaccanti del Lecce, ha sottolineato la crescita di Cheddira nella seconda parte della stagione e il potenziale ancora inespresso di Stulic, un giovane che necessita di tempo per completare il suo percorso di maturazione. Infine, ha espresso ammirazione per il lavoro di Cesc Fabregas al Como, elogiando in particolare il centrocampista Da Cunha.






