CASERTA (Anastasia Leonardo) – Forza Italia rompe gli indugi e si prepara a mettere un piede nella partita per Caserta. Gli azzurri, infatti, sarebbero pronti a schierare un proprio candidato sindaco alle prossime comunali del capoluogo, certificando di fatto che l’accordo di aprile tra i vertici nazionali del centrodestra campano è ormai un ricordo sbiadito. Quella spartizione che assegnava idealmente Napoli a Forza Italia, Benevento a Fratelli d’Italia e Caserta alla Lega sembra essere saltata prima ancora di arrivare al traguardo.
L’intesa romana era nata con l’obiettivo di congelare le tensioni e garantire una gestione ordinata delle candidature nei capoluoghi campani chiamati al voto nel 2027. Ma la politica, soprattutto quando entra in gioco la Campania, raramente segue gli schemi decisi a tavolino. E la Lega, con la scelta di correre in autonomia alle comunali di Avellino, ha finito per rompere un equilibrio già fragile, facendo irritare tanto Fratelli d’Italia quanto Forza Italia. Da quel momento il messaggio degli alleati a Matteo Salvini è diventato sempre più evidente: Caserta non è una casella già assegnata. Se il Carroccio pensava di poter indicare senza discussioni il candidato sindaco del centrodestra, dovrà probabilmente fare i conti con una partita molto più complicata.
Fratelli d’Italia, intanto, ha già scoperto le carte puntando su Marco Cerreto, parlamentare di lungo corso e casertano doc, un profilo che il partito di Giorgia Meloni considera in grado di rappresentare un radicamento diretto con la città e con il territorio. Adesso arriva la mossa di Forza Italia. E il nome sul tavolo è quello di Nicola Caputo. L’ex europarlamentare, già assessore regionale nella giunta di Vincenzo De Luca, transitato tra le fila azzurre lo scorso anno e oggi consigliere politico di Antonio Tajani, avrebbe espresso la volontà di candidarsi nella città che da tempo considera casa propria. Caputo non è originario di Caserta (è di Teverola), ma proprio sul rapporto costruito negli anni con il capoluogo starebbe fondando il suo progetto. Le indiscrezioni raccontano di una macchina già in movimento: incontri, contatti e una struttura organizzativa pronta a seguire una possibile campagna elettorale, con una nuova squadra dedicata alla comunicazione e alla costruzione dell’immagine.
Sarà una candidatura vera o soltanto un segnale politico? Perché in questa fase ogni nome ha un doppio valore: quello elettorale e quello tattico. Mettere in campo Caputo potrebbe significare rivendicare uno spazio nella scelta del candidato, ma anche ricordare alla Lega che gli equilibri del centrodestra campano non si decidono più con una semplice indicazione dall’alto. La domanda, dunque, è se Forza Italia voglia davvero puntare su Caputo per conquistare Palazzo Castropignano o se il suo nome serva soprattutto a riaprire il tavolo delle trattative. In politica, del resto, le autocandidature spesso sono anche messaggi rivolti agli alleati.
Il centrodestra casertano rischia così di arrivare al 2027 con una coalizione ancora alla ricerca di una sintesi. L’accordo di aprile sembra ormai archiviato e la corsa alla candidatura appare già iniziata. Più che una partita elettorale, per ora, sembra una partita di posizionamento: ognuno prova a mettere la propria bandierina prima che inizi davvero la campagna. E quando gli alleati iniziano a contendersi la casella del candidato, significa che il problema non è più soltanto scegliere chi guiderà la coalizione. Il problema è capire chi, alla fine, avrà ancora una coalizione da guidare.









