Elezioni, De Luca balla da solo e batte un Pd diviso in fazioni

I “fedelissimi” del governatore decisivi ad Avellino e a Caserta

NAPOLI (Mauro Mancuso) – Il governatore Vincenzo De Luca gioca su più tavoli e vince facendo concorrenza al Pd che risente delle tante spaccature interne. Il numero uno di palazzo Santa Lucia, nei fatti tesserato dem, può contare su un ampio numero di fedelissimi che fin dalle Regionali, poi alle Amministrative e ora alle Provinciali hanno dimostrato di saper racimolare voti. Pur non correndo tutti per lo stesso candidato, sia ad Avellino che a Caserta sono riusciti a contribuire alla vittoria nel primo caso del consigliere regionale Maurizio Petracca, avversato dall’altro uomo del presidente Vincenzo Alaia, e nel secondo dell’ex berlusconiano Giorgio Magliocca. In entrambi i casi la vittoria non è imputabile solo ai deluchiani, considerato che Petracca è del Pd e che Magliocca ha beneficiato sì dell’appoggio di una parte di uomini del governatore, Giovanni Zannini, Nicola Caputo e Luigi Bosco, ma ha visto anche il figlio dello ‘sceriffo’, Piero De Luca fare campagna elettorale (almeno ufficialmente) per l’avversario, uscito sconfitto, Antonio Mirra, sostenuto dal Pd.

Ogni scelta viene concordata con De Luca che sta dimostrando di sapere come risultare vincente in ogni caso. Lo ha dimostrato anche appoggiando Clemente Mastella, ormai suo sostenitore fisso, nella corsa per le Amministrative di Benevento, contribuendo alla rielezione a sindaco contro il candidato dem Luigi Diego Perifano. Il Pd, al contrario, non riesce ad essere mai protagonista, neanche delle vittorie. In Campania sembra essere paradossalmente una costola del partito dei deluchiani. Tra i capicorrente piddini la situazione è tesa soprattutto adesso che i consiglieri regionali Bruna Fiola e Massimiliano Manfredi hanno chiesto l’intervento del leader Enrico Letta per riorganizzare il partito a Napoli. In pratica hanno messo in discussione il segretario metropolitano Marco Sarracino. Tutto con il benestare di De Luca, a cui il segretario provinciale sembra non piacere molto, e del capogruppo in consiglio regionale Mario Casillo che, stando a voci di partito, negli ultimi giorni sta cercando un dialogo con Fiola e Manfredi. L’unico, al momento che sembra non far mancare il proprio appoggio al giovane dem, finito sotto il fuoco amico, è il deputato Lello Topo. Questo, probabilmente perché finché sarà Sarracino a guidare la segreteria provinciale per lui ci sarà certezza di ricandidatura. Ma ‘mala tempora currunt’ e non è da escludere che con il nuovo anno si arrivi ad un congresso provinciale. Può per contro stare tranquillo Leo Annunziata, nonostante l’immobilismo che ne sta caratterizzando il mandato da leader regionale di partito. La segreteria democrat campana non si riunisce da più di 16 mesi, in pratica da quando venne annunciata la candidatura alle Regionali di De Luca per il partito. Del resto, sempre stando a voci piddine, Annunziata non muove un passo senza l’ok del governatore. Tirando le somme esistono due Pd, quello ufficiale debilitato dagli scontri interni e quello ufficioso, ossia dei deluchiani che seguono una linea politica propria. A questo punto c’è da chiedersi, ma la coalizione di centrosinistra chi è a guidarla? I dem o De Luca? Ai più sembra chiaro che a Napoli, Benevento e Salerno di sicuro è il governatore.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome