ENPA: stop macellazione cavalli, siano d’affezione

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Tutela equidi
Tutela equidi

L’Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa) è intervenuto in audizione alla Commissione Agricoltura della Camera sulle proposte di legge per la tutela degli equidi e il loro riconoscimento come animali d’affezione.

Carla Rocchi, presidente Enpa, ha sottolineato il valore storico del tema: “La nostra associazione nacque 155 anni fa da un episodio di maltrattamento di cavalli visto da Garibaldi. Siamo debitori a loro per la nostra storia”, ha detto.

L’associazione ha accolto con favore l’iter parlamentare, atteso da anni. Attualmente cavalli, asini e muli si trovano in una zona grigia: animali da relazione, usati anche in terapie, ma ancora esposti a macellazione, sfruttamento e pratiche che ne compromettono il benessere.

“Il cavallo è un animale di confine”, ha proseguito Rocchi. “Non è un cane o un gatto, ma non può più essere visto come animale da produzione. Merita una protezione coerente con il suo ruolo nella storia dell’uomo”.

Enpa ha evidenziato la convergenza tra le diverse proposte di legge. “È un fatto positivo. Esiste una base comune solida e un consenso politico trasversale, ma dobbiamo evitare una sintesi al ribasso”, ha commentato la presidente.

La richiesta è che il testo unificato accolga gli elementi più avanzati. Non basta il divieto di macellazione: la tutela deve riguardare ogni aspetto della vita dell’animale, dalle condizioni in cui vive a come viene gestito.

“Un essere vivente riconosciuto come senziente e d’affezione deve essere protetto nella sua quotidianità”, ha ribadito Rocchi.

L’Ente ha poi sottolineato come la società sia pronta per una riforma ambiziosa. “In passato abbiamo anticipato i tempi, come con la legge sul randagismo del ’91. Il sentire comune odierno è maturo. I cittadini chiedono più tutela e questa legge può essere un risultato storico”, ha ricordato Rocchi.

La conclusione è stata netta: “Gli equidi non possono più essere animali a metà, da affezione quando servono e merce quando non sono più utili. Il Parlamento può superare questa contraddizione e portare l’Italia all’avanguardia in Europa nella loro protezione”.

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