Evade dai domiciliari e scatena il terrore: 45enne aggredisce una coppia in auto ad Aversa

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AVERSA – Una serata estiva trasformata in un incubo di violenza gratuita. È la cronaca di una notte di follia quella andata in scena ieri in via Dragonetti, nel cuore di Aversa, dove un uomo di 45 anni, che avrebbe dovuto trovarsi agli arresti domiciliari, ha seminato il panico aggredendo senza un apparente motivo una giovane coppia a bordo della loro auto. L’intervento tempestivo dei Carabinieri della Sezione Radiomobile della locale Compagnia ha posto fine al raid, assicurando l’uomo alla giustizia.

Secondo la meticolosa ricostruzione degli inquirenti, tutto ha avuto inizio quando l’uomo, un classe 1981 residente a San Marcellino e con un curriculum criminale già noto alle forze dell’ordine, ha deciso di violare la misura cautelare a cui era sottoposto. Evadendo dalla propria abitazione, si è diretto verso Aversa. Il suo percorso di illegalità è culminato in via Dragonetti, dove ha incrociato la sua strada con quella di due giovanissimi, un ragazzo di 22 anni (classe 2004) e una ragazza di 21 (classe 2005), che si trovavano serenamente a bordo di una Fiat Uno.

All’improvviso, la quiete è stata squarciata. L’uomo, in preda a un raptus di violenza, avrebbe afferrato una grossa pietra e l’avrebbe scagliata con forza contro il parabrezza dell’utilitaria, mandandolo in frantumi e terrorizzando i due occupanti. Ma la sua furia non si è placata. Subito dopo aver danneggiato il veicolo, il 45enne si è avventato sulla portiera, l’ha aperta di scatto e ha intimato ai due ragazzi di scendere. Ne è seguita un’aggressione fisica, un’esplosione di violenza cieca i cui contorni e la cui dinamica sono ora al vaglio degli investigatori.

Nonostante lo shock e la paura, i due giovani sono riusciti a divincolarsi e a trovare una via di fuga, allontanandosi precipitosamente e dando l’allarme. Nel frattempo, sul posto stavano già convergendo le pattuglie dei Carabinieri della Sezione Radiomobile, allertate dalle segnalazioni. I militari hanno individuato e bloccato in breve tempo l’aggressore, ponendo fine alla sua azione criminale.

Condotto in caserma per le formalità di rito, l’uomo è stato tratto in arresto. Le accuse a suo carico sono pesanti e multiple: evasione, per aver violato gli arresti domiciliari; danneggiamento, per aver distrutto il parabrezza della Fiat Uno; e lesioni personali, per l’aggressione fisica ai danni della coppia. Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, l’arrestato è stato messo a disposizione per essere giudicato con il rito direttissimo, una procedura che accelera i tempi del processo.

Resta avvolto nel mistero il movente di un gesto così violento e apparentemente immotivato, un interrogativo su cui ora si concentrano le indagini. L’episodio ha destato profondo sconcerto e preoccupazione nella comunità aversana, riaccendendo il dibattito sulla sicurezza e sull’efficacia delle misure cautelari alternative al carcere.

Come da prassi, è fondamentale sottolineare che la responsabilità dell’indagato dovrà essere accertata nel corso del procedimento giudiziario, nel pieno rispetto delle garanzie previste dalla legge e della presunzione di innocenza che vige fino a un’eventuale sentenza di condanna definitiva.

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