Evaristo Beccalossi, genio dello scudetto nerazzurro

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Evaristo Beccalossi ha rappresentato per i tifosi dell’Inter l’essenza del genio calcistico, un concentrato di talento e imprevedibilità. Figura iconica a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta, è stato un fantasista capace di accendere le partite con giocate impreviste e di decidere incontri cruciali con la sua classe.

Nel suo percorso in nerazzurro, ha collezionato 216 presenze tra campionato e coppe, mettendo a segno 37 reti. Il suo palmarès con il club milanese include la conquista di uno storico scudetto nella stagione 1979-80 e di una Coppa Italia, oltre a una semifinale di Coppa dei Campioni che ha segnato un’epoca per la società.

Proprio in quella stagione trionfale, sotto la guida tecnica di Eugenio Bersellini, Beccalossi è diventato il faro della squadra. Le sue prestazioni, sebbene a volte descritte come intermittenti, hanno fornito la scintilla creativa necessaria per trascinare i compagni verso il titolo di Campioni d’Italia, un traguardo che al club mancava da nove anni.

Uno dei momenti più alti della sua carriera è legato indissolubilmente al derby del 28 ottobre 1979. In quella partita, l’Inter ha sconfitto il Milan per 2-0 e Beccalossi è stato l’assoluto protagonista, realizzando una doppietta che è entrata di diritto nella storia della stracittadina milanese.

L’episodio ha inoltre dato vita a una leggenda metropolitana legata a una sua presunta frase rivolta al portiere rossonero Ricky Albertosi a fine gara: “Mi chiamo Evaristo, scusate se insisto”. Una battuta che ne ha cementato l’immagine di personaggio carismatico e irriverente, amato dai propri tifosi e temuto dagli avversari.

Il suo repertorio includeva giocate di pura classe. Oltre alle prodezze balistiche, i tifosi ricordano anche un suo sorprendente gol di testa realizzato contro il Catania, su assist del compagno di reparto Alessandro Altobelli, a dimostrazione di una versatilità non comune per un numero 10 di quell’epoca. La sua capacità di inventare calcio dal nulla era il suo marchio di fabbrica.

L’eredità di Beccalossi non si misura solo con i trofei vinti, ma con l’impatto emotivo che ha avuto su un’intera generazione di sostenitori. Evaristo Beccalossi rimane un simbolo di un calcio romantico e fantasioso, un giocatore che ha saputo incarnare la gioia e l’imprevedibilità di questo sport, lasciando un ricordo indelebile nella storia interista.

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