L’estate di Nicolò Fagioli è stata complessa, segnata da dubbi e da un’ipotesi di addio alla Fiorentina che sembrava concreta. Le prestazioni opache di inizio stagione e un rapporto mai decollato con il tecnico Fabio Grosso avevano spinto il centrocampista ai margini del progetto, facendolo sentire escluso e portandolo a valutare altre destinazioni.
Il punto di svolta è arrivato con il cambio in panchina e l’ingaggio di Paolo Vanoli. Il nuovo allenatore ha immediatamente restituito a Fagioli la centralità che aveva smarrito, facendone di nuovo il perno del gioco viola. La risposta del giocatore non si è fatta attendere: nella vittoria in Serie A contro il Venezia, ha offerto una prestazione di altissimo livello, guidando la squadra con personalità e qualità. Un rendimento che ha spazzato via le incertezze e ha riacceso i riflettori sul suo talento.
“Vanoli è arrivato super carico e ci ha dato subito delle mazzate, ma ce le meritavamo”, ha ammesso Fagioli dopo il successo in Laguna, sottolineando come la squadra fosse “slegata” in precedenza. L’entusiasmo del nuovo tecnico ha contagiato il gruppo e ha restituito al giocatore il sorriso e la serenità. Anche i compagni hanno riconosciuto la sua importanza, come dimostrato dalle parole di Franco Mastantuono, che dopo la sua tripletta ha definito “incredibile” la partita del compagno.
Con Vanoli, il regista è tornato a essere un elemento insostituibile, pur agendo in una posizione leggermente diversa. Contro il Venezia ha giocato come perno centrale di sinistra nel 4-2-3-1, ma il suo ruolo di direttore d’orchestra non è cambiato. Ha unito visione di gioco e lanci precisi a un fondamentale lavoro di copertura e interdizione, dimostrando di essere un giocatore completo. La sua capacità di dettare i tempi e di equilibrare le due fasi lo rende un profilo difficilmente replicabile nella rosa della Fiorentina.
Ritrovata la fiducia e la leggerezza, Fagioli ora guarda ai prossimi traguardi. Il primo è la Coppa Italia, competizione che la squadra affronterà a breve nel derby toscano contro il Pisa. Un torneo che rappresenta un obiettivo cruciale per il club nell’anno del Centenario e che il centrocampista ha già vinto due volte in carriera. Parallelamente, le sue prestazioni non sono passate inosservate al commissario tecnico della Nazionale, Roberto Mancini, che starebbe valutando un suo ritorno in azzurro a oltre due anni dall’ultima convocazione. Un doppio obiettivo che certifica la definitiva rinascita del giocatore.







