Le polemiche sugli orari degli US Open non hanno modificato la linea dell’organizzazione. Il CEO della USTA, Craig Tiley, ha confermato la volontà di mantenere l’attuale formula del torneo, che prevede sessioni serali con due incontri sui campi principali.
La decisione è arrivata in risposta alle critiche sollevate da più parti dopo che diverse partite si sono concluse a notte fonda. Il caso più eclatante ha riguardato il quarto di finale tra Carlos Alcaraz e Ben Shelton, terminato alle 3:33 del mattino, stabilendo il record per l’incontro concluso più tardi nella storia del torneo newyorkese.
Intervistato da Sky Sports, Tiley ha difeso la programmazione senza mostrare aperture a un cambiamento. “Continuo a sentire molte persone dire che si finisce troppo tardi, ma quando chiedo un suggerimento concreto non ricevo alcuna proposta”, ha dichiarato il dirigente, al suo primo anno alla guida del torneo statunitense dopo una lunga esperienza come direttore degli Australian Open.
Secondo i dati analizzati dalla USTA, negli ultimi dieci anni il tempo di gioco effettivo è rimasto sostanzialmente invariato. A essere aumentata, di circa 25 minuti, è stata invece la durata complessiva delle partite maschili, un effetto attribuito anche all’introduzione dello shot clock e alla gestione degli asciugamani. “Anche se sembra davvero tardi, bisogna guardare i dati. Detto questo, nessuno vuole che i giocatori finiscano alle 3:30 del mattino”, ha ammesso Tiley.
La struttura del programma sull’Arthur Ashe Stadium e sul Louis Armstrong Stadium, con due partite diurne e due serali, è considerata un punto di forza. Tiley ha spiegato che questa formula offre al pubblico due sessioni complete, ciascuna con un incontro femminile e uno maschile di alto livello. “È proprio quello che ci chiedono i tifosi”, ha sottolineato, aggiungendo che se una partita si trasforma in una maratona, il pubblico ha comunque la garanzia di una serata di grande tennis.
Questa posizione non è nuova per Tiley. Già a Melbourne, da direttore degli Australian Open, aveva respinto critiche simili, difendendo la validità delle sessioni serali. Non a caso, il record assoluto per la partita finita più tardi in uno Slam appartiene proprio al torneo australiano, con l’incontro tra Lleyton Hewitt e Marcos Baghdatis del 2008 concluso alle 4:34 del mattino.
Se la programmazione non subirà modifiche, l’organizzazione ha annunciato miglioramenti per l’esperienza degli spettatori a Flushing Meadows. Tiley ha indicato l’intenzione di aumentare le zone d’ombra, gli spazi a disposizione e il numero di schermi per seguire gli incontri. L’obiettivo è rendere il torneo sempre più “a misura di tifoso”, pur mantenendo una filosofia che mette al primo posto le esigenze degli atleti.







